homepage versione italiana english version version français
le cabinet Maurizio Cassano secteurs d'intervention filiales
Conseil aux sociétés
Consultation en matière d’impôts
Consultation en matière fiscale
Restructuration des entreprises
Troisième secteur
Protection de la vie privée
Internationalisation de l’entreprise
Consultation financière
Fiscal Due Diligence et pre-auditing
Link (connexion URL Internet)
revue de presse centre d'études économiques nouvelles fiscales echéances fiscales communications du cabinet publications congrès nouveautés
Chiarimenti sulla disciplina agevolativa in materia di conversione in crediti d’imposta delle attività per imposte anticipate relative a perdite fiscali ed eccedenze ACE
Samedi, 17 Juillet , 2021

L’Agenzia delle Entrate dedica la risoluzione n. 44/E del 28 giugno 2021 alla nuova disciplina agevolativa riguardante la trasformazione in crediti d’imposta delle ‘attività per imposte anticipate’ (DTA) - relative a perdite fiscali ed eccedenze ACE - a seguito della cessione di crediti pecuniari verso debitori inadempienti. Il decreto legge Sostegni-bis ha disposto che, qualora una società ceda a titolo oneroso, entro il 31 dicembre 2021, crediti pecuniari vantati nei confronti di debitori considerati inadempienti può trasformare in credito d’imposta le DTA - anche se non iscritte in bilancio - riferite ai seguenti componenti: (i)perdite fiscali non ancora computate in diminuzione del reddito imponibile ai sensi dell’articolo 74 del Tuir, alla data della cessione;
(ii)importo del rendimento nozionale eccedente il reddito complessivo netto di cui all’articolo 1, comma 4, del decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011 n. 214 (le c.d. eccedenze ACE), non ancora dedotto né fruito tramite credito d’imposta alla data della cessione.

Ai fini della trasformazione la norma la consente nei limiti del 20% del valore nominale dei crediti ceduti con un limite massimo di 2 miliardi di euro, per ciascuno degli anni 2020 e 2021, determinato tenendo conto di tutte le cessioni effettuate (rispettivamente, entro il 31 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021) dalle società tra loro legate da rapporti di controllo, ai sensi dell’articolo 2359 del Codice civile, e dalle società controllate, anche indirettamente, dallo stesso soggetto.
I crediti d’imposta derivanti dalla trasformazione, che avviene alla data di efficacia giuridica della cessione dei crediti, possono essere utilizzati, senza limiti di importo, in uno dei seguenti modi:

  • in compensazione ai sensi dell’art. 17 Dlgs 9 luglio 1997 n. 241;
  • mediante cessione, ai sensi dell’art. 43-bis o dall’art. 43-ter del Dpr 602/1973;
  • mediante richiesta di rimborso.
Inoltre, è previsto che i crediti d’imposta, da indicare nella dichiarazione dei redditi, non concorrono alla formazione del reddito d’impresa, né della base imponibile Irap.

Per avvalersi della facoltà di conversione è necessario esercitare l’opzione prevista dall’art. 11, comma 1, del Dl 3 maggio 2016 n. 59 per convertire le DTA e pagare il ‘canone DTA’. Tale canone, ove dovuto, va corrisposto annualmente a partire dal 2021 e fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2030. Il canone è pari all’1,5% dell’importo delle DTA convertibili in crediti di imposta eccedente rispetto alle imposte versate.

In merito alla norma in esame la circolare fornisce chiarimenti relativi agli aspetti sostanziali e procedurali della disciplina.
Con riferimento al profilo soggettivo della misura l’Agenzia ha precisato che tra i soggetti beneficiari dell’agevolazione trovano posto anche le società che operano nel settore industriale.
La facoltà di fruire dell’agevolazione è infatti riconosciuta a tutte le società che presentino perdite fiscali o eccedenze ACE non ancora computate a riduzione dell’imponibile. Le disposizioni in esame non si applicano, invece, a società per le quali sia stato accertato lo stato di dissesto o il rischio di dissesto ovvero lo stato di insolvenza e, parimenti, alle cessioni di crediti tra società tra loro legate da rapporti di controllo ed, ancora, a società controllate, anche indirettamente, dallo stesso soggetto.
L’Agenzia ha precisato che rientrano nell’ambito soggettivo di applicazione della misura, oltre alle società, anche tutti quei soggetti equiparati, ai fini fiscali, alle società di capitali.

Per quanto concerne il profilo oggettivo della misura, si chiarisce la nozione di ‘inadempimento’ dettata nel comma 5 dell’art. 44-bis, al fine di individuare i crediti la cui cessione assume rilevanza per la trasformazione delle DTA in crediti d’imposta.
Il citato comma 5 fornisce una specifica definizione di ‘debitore inadempiente’ stabilendo che ‘si ha inadempimento quando il mancato pagamento si protrae per oltre 90 giorni dalla data in cui era dovuto’. Ciò comporta che l’inadempimento debba intendersi riferito al singolo credito e, dunque, alla posizione del debitore limitatamente al singolo rapporto, così escludendo che un unico credito non adempiuto nei 90 giorni dalla sua scadenza renda tout court inadempiente il debitore in relazione alla generalità dei suoi rapporti nei confronti sia di quel medesimo creditore sia degli altri creditori.

L’Amministrazione finanziaria evidenzia che la definizione del comma 5 richiede l’esistenza, antecedentemente alla cessione, del fatto ‘storico’ dell’omesso pagamento del credito (per oltre 90 giorni dopo la scadenza), a prescindere dalle vicende successive (non estintive) che hanno interessato quel rapporto creditorio (come, ad esempio, la successiva modifica del termine di pagamento).

La circolare, poi, fa chiarezza riguardo alle modalità di determinazione della base di commisurazione del canone eventualmente dovuto per effetto dell’opzione e, in particolare, se considerare anche le imposte anticipate calcolate sulle svalutazioni dei crediti ex art. 106, comma 1, del Tuir, riprese a tassazione.
Al riguardo, il comma 3 dell’art. 44-bis prescrive che:

  • la trasformazione delle attività per imposte anticipate in crediti d’imposta è condizionata all’esercizio, da parte della società cedente, dell’opzione di cui all’art. 11, comma 1, del Dl n. 59/2016;
  • l’opzione, qualora non sia già stata esercitata, deve essere operata tramite la comunicazione di cui al punto 1 del Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 22 luglio 2016, entro la chiusura dell’esercizio in corso alla data in cui ha effetto la cessione dei crediti;
  • ai fini dell’applicazione del citato art. 11 del Dl n. 59/2016, nell’ammontare delle attività per imposte anticipate sono comprese anche le attività per imposte anticipate trasformate in crediti d’imposta ai sensi del medesimo art. 44-bis.
L’opzione comporta l’obbligo di pagamento di un canone annuo (qualora dovuto) per ciascun esercizio di applicazione, pari all’1,5% della differenza tra l’ammontare delle attività per imposte anticipate e le imposte versate, come risultante alla data di chiusura dell’esercizio precedente.

Con riferimento all’ammontare delle attività per imposte anticipate in canone va determinato, ogni anno, sommando algebricamente:

  1. la differenza, positiva o negativa, tra le ‘DTA qualificate’ iscritte in bilancio alla fine dell’esercizio per il quale si deve determinare il canone, e quelle iscritte alla fine dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2007;
  2. l’importo delle DTA qualificate nel frattempo trasformate in crediti d’imposta.

In merito alle modalità di esercizio dell’opzione e di determinazione del canone da versare, occorre fare riferimento alle previsioni contenute nel citato provvedimento attuativo delle disposizioni di cui all’art. 11 del Dl 59/2016 e ai chiarimenti forniti con la circolare n. 32/E/2016. Ciò comporta che, per attività per imposte anticipate che rientrano nell’ambito di applicazione dell’art. 11, definite ‘DTA qualificate’, si intendono le attività per imposte anticipate iscritte in bilancio relative, cioè:

  • a svalutazioni e perdite su crediti non ancora dedotte dal reddito imponibile ai sensi del comma 3 dell’art. 106 del Tuir;
  • alle rettifiche di valore nette per deterioramento dei crediti non ancora dedotte dalla base imponibile dell’Irap, ai sensi degli articoli 6 e 7 del Dlgs n. 446/1997;
  • al valore dell’avviamento e delle altre attività immateriali, i cui componenti negativi sono deducibili in più periodi d’imposta ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap.
Inoltre, in base al comma 3 dell’art. 44-bis, nell’ammontare delle attività per imposte anticipate vanno ricomprese anche le attività per imposte anticipate trasformate in crediti d’imposta ai sensi del medesimo art. 44-bis, calcolate sulle perdite fiscali pregresse e sulle eccedenze ACE.
Pertanto, ai fini della determinazione della base di commisurazione del canone l’Agenzia ritiene che le imposte anticipate calcolate sulle svalutazioni effettuate ai sensi dell’art. 106, comma 1, del Tuir, riprese a tassazione, non devono essere considerate ai fini del calcolo del canone dovuto, in quanto non rientranti tra quelle ‘qualificate’ ai sensi dell’art. 2, commi da 55 a 57, del decreto legge n. 225/2010, né ai sensi del medesimo art. 44-bis.

Ulteriore chiarimento riguarda l’eventualità che il contribuente provveda ad una trasmissione tardiva (oltre il 31 dicembre 2020) della comunicazione finalizzata all’esercizio dell’opzione, con le modalità di cui all’art. 11 del Dl 59/2016, in assenza di obbligo di versamento del canone.
Al riguardo le Entrate chiariscono che la disciplina agevolativa in commento rientra nell’ambito applicativo dell’istituto della ‘remissio in bonis’. Pertanto, in caso di mancato invio nei termini della predetta comunicazione, il contribuente può esercitare l’opzione prevista anche successivamente (purché entro il termine di presentazione della prima dichiarazione dei redditi utile) mediante l’inoltro della comunicazione, tramite Pec, alla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente, provvedendo anche a versare la sanzione in misura fissa pari a 250 euro.
Ciò, naturalmente, a condizione che il contribuente risulti in possesso dei ‘requisiti sostanziali’ richiesti dalle norme di riferimento, già alla data originaria di scadenza del termine previsto per il perfezionamento dell’opzione, ed abbia tenuto, successivamente alla cessione dei crediti, un comportamento coerente con la disciplina agevolativa.

Al riguardo, l’Agenzia precisa come, in base al tenore letterale della norma, il diritto a fruire del credito d’imposta maturi già a decorrere dalla data di efficacia giuridica della cessione dei crediti deteriorati, indipendentemente dalla data di esercizio dell’opzione stessa, o dall’eventuale versamento dovuto del relativo canone.
Tuttavia, occorre considerare che, per effetto di quanto previsto dal comma 3, il diritto alla fruizione del credito d’imposta nasce, in ogni caso, ‘condizionato’ all’esercizio dell’opzione che va effettuata ‘entro la chiusura dell’esercizio in corso alla data in cui ha effetto la cessione dei crediti’ . Si ritiene, pertanto, che la trasmissione della Pec entro il termine previsto rientri tra quegli adempimenti che, sebbene abbiano ‘natura formale’ sono comunque richiesti al fine di dare attuazione alla misura in esame. Ne deriva che, in assenza dell’esercizio dell’opzione la società decade dal diritto a fruire dell’agevolazione.

Con l’istituto della remissione in bonis è possibile evitare che mere dimenticanze relative a comunicazioni o ad adempimenti formali non eseguiti tempestivamente precludano al contribuente, in possesso dei requisiti sostanziali, la possibilità di fruire di benefici fiscali o di regimi opzionali.
La norma intende salvaguardare la scelta operata dal contribuente ‘in buona fede’ che presenta la comunicazione ovvero assolve l’adempimento richiesto tardivamente, ed è strutturata in modo tale da sanare quei soli comportamenti che non abbiano prodotto danni per l’erario, nemmeno in termini di pregiudizio all’attività di accertamento.
Inoltre la norma presuppone che il contribuente abbia tenuto un comportamento coerente con il regime opzionale prescelto ovvero con il beneficio fiscale di cui intende fruire ed abbia soltanto omesso l’adempimento formale normativamente richiesto, che viene posto in essere successivamente. L’ambito di applicazione dell’istituto della remissione in bonis, pertanto, è circoscritto alla fruizione di benefici di natura fiscale, subordinati all’obbligo di preventiva comunicazione o di altro adempimento di carattere formale, purché tali adempimenti formali siano previsti a pena di decadenza dal beneficio o dal regime opzionale.


(Vedi risoluzione n. 44 del 2021)

Istituzione dei codici tributo per il versamento degli importi dovuti a seguito dell’adozione degli atti di recupero dei contributi a fondo perduto non spettanti
Samedi, 17 Juillet , 2021
Al fine di sostenere i soggetti colpiti dalla pandemia da Covid-19 il decreto legge Rilancio ha riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore degli esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario. L’Agenzia delle Entrate è tenuta a recuperare il contributo non spettante o parzialmente non spettante e irrogherà le sanzioni dovute applicando pure gli interessi di legge. Per consentire il versamento degli importi in parola l’Amministrazione finanziaria, con la risoluzione n. 45/E del 7 luglio 2021, ha istituito i codici tributo da utilizzare per mezzo del modello di versamento ‘F24 Versamenti con elementi identificativi’ (F24 ELIDE). I nuovi codici tributo sono: ‘7500’ denominato ‘Recupero contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia delle Entrate in relazione all’emergenza Covid-19 - contributo’; ‘7501’ denominato ‘Recupero contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia delle Entrate in relazione all’emergenza Covid-19 - interessi’; ‘7502’ denominato ‘Recupero contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia delle Entrate in relazione all’emergenza Covid-19 - sanzioni’.
(Vedi risoluzione n. 45 del 2021)

Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta per il rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni
Samedi, 17 Juillet , 2021
Per consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta istituito dall’articolo 26, comma 8, del decreto legge Rilancio in favore delle società per il rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 46/E del 12 luglio 2021, ha istituito il codice tributo ‘6943’ denominato ‘Credito d’imposta per il rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni - società - art. 26, comma 8, Dl n. 34/2020’. Il credito d’imposta in argomento è utilizzabile tramite modello F24 esclusivamente con i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
(Vedi risoluzione n. 46 del 2021)

Istituzione del codice tributo per l’utilizzo delle agevolazioni a favore delle imprese e dei professionisti localizzati nella ZFU del centro Italia colpita dagli eventi sismici del 2016
Samedi, 17 Juillet , 2021
Il decreto Agosto ha modificato le disposizioni relative alle agevolazioni a favore delle imprese e dei professionisti localizzati nella zona franca urbana (ZFU) istituita nei comuni delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpiti dagli eventi sismici del 2016. L’articolo 57, comma 6, ha disposto la proroga per gli anni 2021 e 2022 del periodo di fruizione delle agevolazioni già concesse ai beneficiari dei precedenti bandi e per estendere le agevolazioni alle imprese e ai professionisti che, entro il 31 dicembre prossimo, intraprendono una nuova attività all’interno delle ZFU. Per consentire l’utilizzo in compensazioni di tali agevolazioni, tramite il modello F24, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 47/E del 13 luglio 2021, ha istituito il seguente codice tributo: ‘Z164’ denominato ‘ZFU CENTRO ITALIA - Agevolazioni alle imprese e ai titolari di reddito da lavoro autonomo per riduzione versamenti - art. 57, comma 6, del decreto legge n. 104/2020’.
(Vedi risoluzione n. 47 del 2021)

Soppressione del codice tributo 6918
Vendredi, 2 Juillet , 2021
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 43/E del 22 giugno 2021, ha disposto, a decorrere dal 1°luglio 2021, la soppressione del codice tributo 6918 denominato ‘Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro’ di cui all’articolo 120 del decreto Rilancio. L’eliminazione è motivata dal fatto che il credito d’imposta in parola è utilizzabile esclusivamente in compensazione dal 1°gennaio al 30 giugno 2021.
(Vedi risoluzione n. 43 del 2021)

Chiarimenti su detrazioni, deduzioni e crediti d’imposta per la compilazione dei modelli 730 e Redditi 2021 e per l’apposizione del visto di conformità per l’anno d’imposta 2020
Vendredi, 2 Juillet , 2021

Con la corposa circolare n. 7/E del 25 giugno 2021 l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti a professionisti e Caf in merito alle disposizioni da osservare ai fini della presentazione delle dichiarazioni dei redditi. Il documento analizza le norme che disciplinano l’applicazione delle detrazioni e delle deduzioni di spesa. Pensiamo alle spese sanitarie, ai crediti d’imposta e contributi, alle agevolazioni. Di fatto l’Amministrazione finanziaria ha disposto una ‘Raccolta’ con le regole per la corretta compilazione dei modelli 730 e Redditi 2021. Raccolta in quanto analizza le disposizioni normative e le indicazioni di prassi riguardanti ritenute, oneri detraibili e deducibili, crediti di imposta, anche sotto il profilo degli obblighi di produzione documentale da parte del contribuente. Si tratta di un lavoro svolto dall’Agenzia delle Entrate in collaborazione con la Consulta nazionale dei Caf che vuole essere uno strumento a sostegno degli operatori del settore, dei professionisti e della stessa Amministrazione finanziaria.

La ‘Raccolta’ tiene conto delle novità normative intervenute nel corso dell’anno d’imposta 2020. Al fine di consentirne una più agevole consultazione, viene confermata l’esposizione argomentativa per paragrafi che segue l’ordine dei quadri relativi al mod. 730/2021 e che consente di individuare rapidamente i chiarimenti di interesse.

I singoli paragrafi sono strutturati in modo autonomo e indipendente, al fine di consentire ai professionisti di selezionare le questioni di interesse, senza dover consultare l’intero compendio. L’Agenzia ha ritenuto, infatti, preminente l’esigenza di semplificare e velocizzare la consultazione dei paragrafi, vista anche la varietà degli argomenti trattati.

La circolare richiama anche i documenti di prassi ancora attuali e fornisce chiarimenti non solo tenendo conto delle modifiche normative intervenute, ma anche delle risposte ai quesiti posti dai contribuenti in sede di interpello o di consulenza giuridica.

Il documento contiene pure l’elencazione della documentazione, comprese le dichiarazioni sostitutive, che i contribuenti sono chiamati ad esibire e che i Caf o i professionisti abilitati devono verificare, al fine dell’apposizione del visto di conformità, e conservare.

Naturalmente la circolare si sofferma con la dovuta attenzione sulla disciplina relativa agli interventi per il recupero edilizio coordinata con il Superbonus al 110% e sui nuovi modelli di autocertificazione che il contribuente è obbligato a presentare. Oltre alla maxi-detrazione per gli interventi di efficientamento energetico e di messa in sicurezza sismica ampio spazio viene concesso al ‘bonus facciate’ che garantisce una detrazione del 90%.

Ma la novità che contraddistingue questa nuova stagione dichiarativa è rappresentata dalla tracciabilità delle spese che danno diritto alla detrazione degli oneri previsti dall’articolo 15 del Tuir. Se, infatti, per gli acquisti in farmacia o per le visite mediche anche specialistiche effettuate presso strutture pubbliche o private accreditate al Servizio Sanitario Nazionale la detraibilità è assicurata anche con pagamenti in contanti, non è così per le altre spese detraibili sempre previste dal citato articolo 15. Solo con pagamenti ‘tracciabili’ è possibile per le spese effettuate accedere alla detrazione del 19%. La tracciabilità può anche essere attestata mediante annotazione in fattura, ricevuta fiscale o documento commerciale. In mancanza di ciò, il contribuente dovrà esibire la ricevuta del versamento bancario o postale, la ricevuta del pagamento effettuato con carta di debito o di credito, l’estratto conto, la copia del bollettino postale o del Mav e dei pagamenti con PagoPa o con applicazione via smartphone tramite Istituti di moneta elettronica autorizzati.

Bastano, invece, a soddisfare i requisiti di tracciabilità le ricevute quietanzate rilasciate dalle banche relative alle rate di mutuo pagate. Le ricevute possono essere usate per la detrazione delle spese per interessi passivi.

La circolare non trascura lo stato d’emergenza dovuto al Covid-19 e le misure approvate sulla detassazione dei canoni di locazione ad uso abitativo non percepiti. La detassazione richiede, tuttavia, che sia comprovata dall’intimazione di sfratto per morosità o dall’ingiunzione di pagamento.

A questa semplice introduzione sui temi trattati dal ‘Racconto’ fa seguito il Sommario che consentirà ai nostri lettori di individuare gli argomenti d’interesse e le relative pagine trattate nel documento di prassi amministrativa.

  • Il rilascio del visto di conformità (Pag. 9);
  • Redditi e ritenute certificati dai sostituti d’imposta e indicati in dichiarazione (Pag. 19);
  • Oneri e spese per i quali spetta una detrazione dall’imposta lorda (Quadro E) (Pag. 25);
  • Spese sanitarie (Pag. 38);
  • Spese sanitarie (Pag. 44)
  • Spese sanitarie relative a patologie esenti dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica (Pag. 64)
  • Spese sanitarie per familiari non a carico affetti da patologie esenti (Pag. 66)
  • Spese sanitarie per persone con disabilità (Pag. 68)
  • Spese per l’acquisto di veicoli per persone con disabilità (Pag. 74)
  • Spese per acquisto cane guida (Pag. 87)
  • Rateizzazione spese sanitarie (Pag. 89)
  • Interessi passivi per mutui (Pag. 90)
  • Interessi per mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale (Pag. 94)
  • Interessi relativi a mutui ipotecari stipulati prima del 1993 per l’acquisto di altri immobili (Pag. 112)
  • Interessi relativi a mutui contratti nel 1997 per recupero edilizio (Pag. 115)
  • Interessi relativi a mutui ipotecari per la costruzione dell’abitazione principale (Pag. 118)
  • Interessi relativi a prestiti o mutui agrari (Pag. 125)
  • Spese di istruzione non universitarie (Pag. 127)
  • Spese di istruzione universitaria (Pag. 132)
  • Spese funebri (Pag. 143)
  • Spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale (Pag. 145)
  • Spese per attività sportive praticate dai ragazzi (Pag. 148)
  • Spese per l’intermediazione immobiliare (Pag. 151)
  • Canoni di locazione sostenuti da studenti universitari fuori sede (Pag. 155)
  • Erogazioni liberali in denaro a popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari (Pag. 160)
  • Erogazioni liberali in denaro effettuate a favore delle società e associazioni sportive dilettantistiche (Pag. 162)
  • Contributi associativi alle società di mutuo soccorso (Pag. 164)
  • Erogazioni in denaro alla Fondazione La Biennale di Venezia (Pag. 166)
  • Spese relative ai beni soggetti a regime vincolistico (Pag. 168)
  • Erogazioni liberali a favore delle attività culturali ed artistiche (Pag. 172)
  • Erogazioni liberali a favore degli enti dello spettacolo (Pag. 176)
  • Erogazioni liberali in denaro a favore di fondazioni operanti nel settore musicale (Pag. 178)
  • Spese veterinarie (Pag. 180)
  • Spese sostenute dai sordi per i servizi di interpretariato (Pag. 183)
  • Erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado (Pag. 185)
  • Contributi versati per il riscatto del corso di laurea dei familiari a carico (Pag. 188)
  • Spese sostenute dai genitori per pagare le rette relative alla frequenza di asili nido (Pag. 190)
  • Erogazioni liberali in denaro al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato (Pag. 192)
  • Premi di assicurazione (Pag. 194)
  • Premi relativi alle assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni (Pag. 196)
  • Premi relativi alle assicurazioni finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave (Pag. 198)
  • Premi relativi alle assicurazioni aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana (Pag. 200)
  • Spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale (Pag. 204)
  • Premi relativi alle assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi (Pag. 208)
  • Spese sostenute in favore dei minori o di maggiorenni con disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) (Pag. 210)
  • Erogazioni liberali in denaro a favore delle ONLUS, delle iniziative umanitarie, religiose o laiche (Pag. 213)
  • Erogazioni liberali in denaro a favore dei partiti politici (Pag. 216)
  • Erogazioni liberali in denaro o natura a favore delle ONLUS e delle associazioni di promozione sociale (Pag. 219)
  • Erogazioni liberali in favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, per Covid-19 (Pag. 223)
  • Erogazioni liberali a favore delle organizzazioni del volontariato (Pag. 228)
  • Premi per rischio eventi calamitosi per assicurazioni stipulate contestualmente alla cessione del credito d’imposta relativo agli interventi Sisma bonus al 110% ad un’impresa di assicurazione (Pag. 231)
  • Spese per canoni di leasing di immobile da adibire ad abitazione principale (Pag. 235)
  • Oneri e spese per i quali spetta una deduzione dal reddito complessivo (Pag. 239)
  • Contributi previdenziali e assistenziali (Pag. 243)
  • Assegno periodico corrisposto al coniuge (Pag. 246)
  • Contributi per gli addetti ai servizi domestici e familiari (Pag. 249)
  • Contributi ed erogazioni a favore di istituzioni religiose (Pag. 253)
  • Spese mediche e di assistenza specifica per le persone con disabilità (Pag. 256)
  • Contributi versati ai fondi integrativi del Servizio Sanitario Nazionale (Pag. 260)
  • Contributi, donazioni e oblazioni erogate alle ONG riconosciute idonee che operano nel campo della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo (Pag. 262)
  • Erogazioni liberali in denaro o in natura a favore di alcune fondazioni e associazioni riconosciute (Pag. 265)
  • Erogazioni liberali in denaro a favore di enti universitari, di ricerca pubblica e vigilati, nonché degli enti parco regionali e nazionali (Pag. 267)
  • Erogazioni liberali, donazioni e altri atti a titolo gratuito a favore di trust o fondi speciali (Pag. 269)
  • Contributi versati dai lavoratori in quiescenza a casse di assistenza sanitaria aventi esclusivamente fini assistenziali (Pag. 271)
  • Altri oneri deducibili (Pag. 273)
  • Contributi e premi per forme pensionistiche complementari e individuali (Pag. 276)
  • Spese per l’acquisto o la costruzione di abitazioni date in locazione (Pag. 282)
  • Somme restituite al soggetto erogatore in periodi di imposta diversi da quello in cui sono state assoggettate a tassazione (Pag. 287)
  • Erogazioni liberali in denaro o in natura in favore delle ONLUS, delle organizzazioni di volontariato e delle APS (Pag. 289)
  • Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, Sisma bonus, Bonus verde e Bonus facciate (Pag. 293)
  • Aspetti generali (Pag. 293)
  • Soggetti che possono fruire della detrazione (Pag. 293)
  • Trasferimento della detrazione (Pag. 301)
  • Adempimenti e documentazione necessaria per fruire dell’agevolazione (Pag. 304)
  • Intestazione dei documenti di spesa (Pag. 308)
  • Limite di detraibilità (Pag. 310)
  • Cumulabilità con altre agevolazioni (Pag. 313)
  • Interventi che danno diritto alla detrazione (Pag. 313)
  • Titoli abilitativi (Pag. 333)
  • Acquisto di unità immobiliare facente parte di fabbricati interamente ristrutturati (Pag. 335)
  • Alternative alla fruizione diretta della detrazione: cessione del credito o contributo sotto forma di sconto (Pag. 339)
  • Sisma bonus (Pag. 339)
  • Acquisto di case antisismiche (Pag. 345)
  • Bonus verde (Pag. 352)
  • Interventi finalizzati al recupero o al restauro delle facciate degli edifici esistenti - Bonus facciate (Pag. 355)
  • Riscatto periodi non coperti da contribuzione (Pag. 368)
  • Acquisto e posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica (Pag. 371)
  • Spese per l’arredo degli immobili ristrutturati - Bonus mobili (Pag. 375)
  • Spese per l’arredo degli immobili giovani coppie (Pag. 384)
  • IVA per acquisto abitazione classe energetica A o B (Pag. 385)
  • Spese per interventi finalizzati al risparmio energetico - Eco bonus (Pag. 386)
  • Interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti (Pag. 396)
  • Interventi sull’involucro degli edifici esistenti (Pag. 399)
  • Installazione di pannelli solari (Pag. 401)
  • Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (Pag. 403)
  • Acquisto e posa in opera di schermature solari (Pag. 407)
  • Acquisto e posa in opera di impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili (Pag. 408)
  • Acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per controllo da remoto - Building Automation (Pag. 410)
  • Interventi sull’involucro di parti comuni degli edifici condominiali esistenti (Pag. 412)
  • Interventi sulle parti comuni di edifici di riqualificazione energetica e misure antisismiche con passaggio ad una o a due classi di rischio inferiore (Pag. 414)
  • Superbonus (Pag. 439)
  • Aspetti generali (Pag. 439)
  • Soggetti che possono fruire della detrazione (Pag. 440)
  • Ambito oggettivo (Pag. 445)
  • Interventi agevolabili (Pag. 450)
  • Altre spese ammissibili al Superbonus (Pag. 461)
  • Detrazione spettante (Pag. 462)
  • Trasferimento inter vivos o mortis causa dell’immobile (Pag. 464)
  • Cumulabità con altre agevolazioni (Pag. 465)
  • Alternative alla fruizione diretta della detrazione: cessione del credito o contributo sotto forma di sconto (Pag. 466)
  • Adempimenti (Pag. 468)
  • Detrazioni per canoni di locazione relativi ad alloggi adibiti ad abitazione principale (Pag. 478)
  • Detrazione per gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale (Pag. 480)
  • Detrazione per alloggi locati con contratti in regime convenzionale (Pag. 481)
  • Detrazione per canoni di locazione spettanti ai giovani per abitazione principale (Pag. 483)
  • Detrazione per lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro (Pag. 485)
  • Detrazione per le spese di mantenimento dei cani guida (Pag. 487)
  • Borsa di studio assegnata dalle regioni o dalle province autonome di Trento e Bolzano (Pag. 488)
  • Donazioni effettuate all’ente ospedaliero ‘Ospedale Galliera’ di Genova (Pag. 489)
  • Credito d’imposta Bonus vacanze (Pag. 490)
  • Versamenti in acconto e riporto dell’eccedenza dalla precedente dichiarazione dei redditi (Pag. 495)
  • Credito d’imposta per il riacquisto della prima casa (Pag. 501)
  • Credito d’imposta per canoni di locazione non percepiti (Pag. 506)
  • Credito d’imposta per il reintegro delle anticipazioni sui fondi pensione (Pag. 508)
  • Credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero (Pag. 510)
  • Credito d’imposta per gli immobili colpiti dal sisma in Abruzzo (Pag. 513)
  • Abitazione principale (Pag. 515)
  • Altri immobili (Pag. 516)
  • Credito d’imposta per l’incremento dell’occupazione (Pag. 517)
  • Credito d’imposta per le erogazioni liberali a sostegno della cultura (Art bonus) (Pag. 518)
  • Credito d’imposta per le erogazioni liberali a sostegno della scuola (School bonus) (Pag. 523)
  • Credito d’imposta per negoziazione e arbitrato (Pag. 525)
  • Credito d’imposta mediazioni per la conciliazione di controversie civili e commerciali (Pag. 527)
  • Credito d’imposta APE (Pag. 529)
  • Credito d’imposta per monopattini elettrici e servizi di mobilità elettrica (Pag. 531)
  • ALLEGATO (Pag. 532)

(Vedi circolare n. 7 del 2021)

Sospensione dei versamenti delle ritenute - Chiarimenti
Jeudi, 10 Juin , 2021

L’Agenzia delle Entrate dedica la risoluzione n. 40/E del primo giugno 2021 alla sospensione dei termini relativi ai versamenti delle ritenute alla fonte, disposta dall’articolo 61, comma 1, del decreto legge ‘Cura Italia’. All’Amministrazione è stato chiesto, in particolare, se la sospensione si riferisce anche al versamento delle trattenute relative all’addizionali regionale e comunale.

L’articolo 61, comma 1, citato ha disciplinato la sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi e dei premi. Nello specifico: i termini relativi ai versamenti delle ritenute alla fonte che i soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta, dal 2 marzo 2020 al 30 aprile 2020; i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, dal 2 marzo 2020 al 30 aprile 2020; i termini dei versamenti relativi all’Iva in scadenza nel mese di marzo 2020.

A seguito dell’articolo 61 sono, pertanto, sospesi i termini dei versamenti limitatamente alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati; nonché gli adempimenti e i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria. Sono parimenti sospesi i termini di versamento dell’Iva. La sospensione prevista per il settore turistico-alberghiero è stata estesa a soggetti operanti in altri settori individuati dall’articolo 61, comma 2.

L’articolo 62, comma 2, dello stesso decreto, invece, ha previsto la sospensione dei versamenti da autoliquidazione che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020 per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto stesso.

Dunque, l’articolo 62, comma 2, diversamente dall’articolo 61, comma 1, richiama le ‘trattenute relative all’addizionale regionale e comunale’ operate dai soggetti in qualità di sostituti d’imposta.

Nell’articolo 61 del decreto legge n. 18/2020 il legislatore non ha esteso la sospensione delle trattenute come invece previsto nell’articolo 62. Dalla lettura della norma, quindi, non è consentito ricomprendere le trattenute relative alle addizionali regionali e comunali tra i versamenti sospesi di cui all’articolo 61.

Secondo l’Agenzia il disallineamento tra la formulazione degli articoli 61 e 62 del decreto legge ‘Cura Italia’, unito al rapido susseguirsi degli interventi normativi in tema di sospensione dei versamenti tributari, in favore di imprese e professionisti che operano in settori più colpiti dall’emergenza epidemiologica, insieme alla risonanza mediatica data alle ‘sospensioni dei versamenti’ in senso atecnico e generico, potrebbe aver generato il legittimo fraintendimento in capo ad alcuni sostituti d’imposta che hanno sospeso anche il versamento delle addizionali regionali e comunali, ritenendo che le misure fiscali fossero indirizzate a una generale sospensione dei versamenti effettuati in qualità di sostituti d’imposta.

In tale evenienza, per l’Agenzia, non saranno dovuti sanzioni ed interessi se, a seguito di questi chiarimenti, i contribuenti prenderanno atto di aver assunto un comportamento non coerente con le norme e provvedono tempestivamente al versamento del dovuto a titolo di addizionali regionali e comunali.


(Vedi risoluzione n. 40 del 2021)

Indicazione del numero dei giorni nella dichiarazione dei redditi 2021 in caso di erogazione di indennità per disoccupazione agricola, Cig e Naspi
Jeudi, 10 Juin , 2021

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 41/E del 4 giugno 2021, ha fornito chiarimenti in merito alla corretta modalità di compilazione dei modelli dichiarativi da presentare nel 2021 relativamente ai redditi 2020 qualora i contribuenti, sempre nel 2020, siano stati destinatari di indennità come la disoccupazione agricola, la cassa integrazione o la Naspi.

Le richieste di chiarimento hanno riguardato, in particolare, il numero dei giorni da indicare nelle dichiarazioni relative all’anno 2020 in presenza di indennità, quale quella per disoccupazione agricola, riferita alle giornate lavorate nel 2019.

Il decreto legge 5 febbraio 2020 n. 3 ha sostituito, dal 1°luglio 2020, il bonus Renzi con due nuove misure ovvero il trattamento integrativo o l’ulteriore detrazione fiscale che trovano applicazione per il secondo semestre del 2020 e per il 2021. Scopo delle nuove misure è ridurre la tassazione sul lavoro.

Il trattamento integrativo interessa i titolari di reddito di lavoro dipendente e di taluni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, la cui imposta lorda su tali redditi superi le detrazioni da lavoro spettanti. Tale trattamento è rapportato al numero di giorni lavorativi a partire dal 1°luglio 2020 ed è pari a 600 euro per il 2020 ed a 1.200 euro per il 2021. Il trattamento integrativo spetta soltanto se il reddito complessivo non supera i 28 mila euro.

La seconda misura riconosce, per le prestazioni rese nel secondo semestre del 2020, un'ulteriore detrazione fiscale sempre riservata ai titolari di reddito di lavoro dipendente e di taluni redditi assimilati, con reddito complessivo superiore a 28 mila euro e fino a 40 mila euro. L’importo di tale detrazione, che deve essere rapportata al periodo di lavoro, è decrescente all’aumentare del reddito complessivo, fino ad azzerarsi al raggiungimento di un livello di reddito complessivo pari a 40 mila euro.

Il modello di certificazione CU 2021, prevede l’indicazione distinta per i due semestri 2020 del numero dei giorni per i quali spettano le detrazioni.

Al fine di assicurare la corretta modalità di compilazione dei modelli dichiarativi da presentare nel 2021, nel quadro C del mod. 730/2021 e nel quadro RC del mod. Redditi PF 2021, oltre al numero dei giorni che danno diritto alle detrazioni da lavoro dipendente, occorre indicare la ripartizione dei giorni tra il primo e il secondo semestre. Analoga cosa vale per le CU 2021.

In merito alla modalità di calcolo dei giorni di spettanza delle detrazioni riferite alla indennità di disoccupazione agricola, l’Agenzia, richiamando la circolare n. 137/E del 15 maggio 1997, ha ribadito che ‘il contribuente ha diritto a fruire delle detrazioni per spese di produzione del reddito nell’anno in cui sono stati percepiti tali redditi’. Il numero di giorni per i quali spetta la detrazione, anche se riferibili ad anni precedenti, si determina tenendo conto di quelli che hanno dato diritto a tale indennità. In pratica, la detrazione spetta per il numero di giorni che la suddetta indennità ha retribuito. Naturalmente non si deve superare il limite massimo di 365 giorni anche nel caso in cui il contribuente è stato contemporaneamente titolare di redditi derivanti da rapporto di lavoro subordinato.

Il principio interpretativo contenuto nella circolare 137/E/1997 può essere mutuato anche per il calcolo dei giorni che danno diritto al bonus Irpef, al trattamento integrativo e all’ulteriore detrazione per i due semestri 2020, purché tali giorni trovino capienza nel limite massimo di 365 giorni.

Ne consegue che nelle dichiarazioni dei redditi potrà essere computato il numero di giorni indicato nelle CU Inps 2021, a prescindere dal riferimento ai semestri, consentendo al lavoratore il recupero di tutti i benefici spettanti. La somma dei giorni del primo e secondo semestre deve sempre essere uguale al numero di giorni riportati al punto 6 della certificazione.

Il numero di giorni riferito al primo semestre non deve superare i 181 (se il rapporto di lavoro è coincidente con l’anno solare) 182 (se il rapporto di lavoro è inferiore all’anno solare con inizio prima del 29 febbraio in quanto il 2020 è stato anno bisestile). I giorni riferiti al secondo semestre non devono essere superiori a 184.

Dunque, per l’anno d’imposta 2020 si può riportare in dichiarazione il numero di giorni riferiti al 1° e al 2° semestre anche diversi da quelli certificati nella CU Inps, sempre che la somma dei giorni indicati per i due periodi coincida con il numero di giorni indicati nel punto 6 della certificazione, consentendo al lavoratore il recupero di tutte le detrazioni spettanti.


(Vedi risoluzione n. 41 del 2021)

Indici sintetici di affidabilità fiscale - periodo d’imposta 2020
Jeudi, 10 Juin , 2021

Con la circolare n. 6/E del 4 giugno 2021 l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in ordine all’applicazione, per il periodo d’imposta 2020, degli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), oggetto di una profonda revisione finalizzata a garantirne una corretta applicazione. L’aggiornamento dapprima ha riguardato n. 87 Isa, successivamente è stato esteso a tutti, compresi i precedenti, per tener conto degli effetti economici causati dalla pandemia da Covid-19.

Gli interventi straordinari sugli ISA in vigore per il periodo d’imposta 2020

Il paragrafo compie una panoramica delle attività di revisione straordinaria di tutti gli ISA in applicazione per il periodo d’imposta 2020 finalizzate ad adeguare gli stessi alle mutate condizioni economiche dovute al Covid-19.

Le nuove cause di esclusione

Gli effetti economici negativi legati alla pandemia hanno comportato la necessità di introdurre nuove cause di esclusione degli ISA. Con due decreti ministeriali è stato previsto che, per il periodo d’imposta 2020, non trovino applicazione per i contribuenti che:

  • hanno subìto una diminuzione dei ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e), ovvero dei compensi di cui all’articolo 54, comma 1, del Tuir, di almeno il 33% nel periodo d’imposta 2020 rispetto al periodo d’imposta precedente;
  • hanno aperto la partita Iva a partire dal 1°gennaio 2019;
  • esercitano, in maniera prevalente, le attività economiche individuate da specifici codici attività.
È bene ricordare che i contribuenti esclusi dall’applicazione degli ISA sulla base di tali nuove cause di esclusione sono comunque tenuti alla comunicazione dei dati economici, contabili e strutturali previsti all’interno dei relativi modelli. Inoltre, coerentemente con quanto precisato nella circolare n. 16/E/2020, per coloro per cui sussiste una causa di esclusione dall’applicazione degli ISA, è preclusa la possibilità di accedere ai benefici premiali previsti dal comma 11 dall’articolo 9-bis del Decreto legge n. 50/2017.

La revisione straordinaria degli ISA in applicazione

Al fine di tenere conto degli effetti di natura straordinaria della crisi economica conseguente all’emergenza sanitaria il decreto del 30 aprile 2021 ha previsto una serie di interventi sulla metodologia degli ISA in applicazione per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020. Tra questi citiamo i correttivi limitati al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020 e una serie di modifiche a vari indici sintetici di affidabilità per la cui analitica consultazione si rimanda alla circolare.

I correttivi Covid-19

Per tenere conto degli effetti di natura straordinaria della crisi economica conseguente all’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 sono stati individuati correttivi in relazione al solo periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020. Attraverso tali correttivi, da applicare sia all’analisi degli indicatori elementari di affidabilità sia a quella degli indicatori elementari di anomalia, sarà possibile adeguare il giudizio di affidabilità tenendo conto delle mutate circostanze economiche verificatesi nel corso del 2020. I correttivi sono commisurati all’entità dei seguenti fattori sintomatici dello stato di difficoltà economica:

  • contrazione della produttività settoriale;
  • giornate di chiusura predisposte dai decreti che si sono succeduti nel corso del 2020, differenziate per ciascun codice Ateco;
  • riduzione del valore dei Ricavi/Compensi nel periodo d’imposta 2020 rispetto al 2019 riferite al singolo contribuente;
  • riduzione dei Costi per l’acquisto di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci e per la produzione di servizi rispetto al valore del periodo d’imposta precedente;
  • variazione della forza lavoro dipendente del settore ISA sulla base dei dati del modello Uniemens di fonte Inps.
Per quanto concerne gli indicatori elementari di affidabilità definiti tramite stime, l’intervento consiste nell’adeguare le stime agendo sulla riduzione degli input della produzione, del coefficiente individuale e degli addetti all’attività non dipendenti e sulla base della contrazione della produttività settoriale.

In merito agli altri indicatori elementari di affidabilità e anomalie, definiti da soglie economiche di riferimento, l’intervento consiste nell’adeguare dette soglie alle nuove condizioni economiche.

Attraverso l’applicazione dei correttivi proporzionali sarà possibile adeguare il giudizio di affidabilità derivante dall’applicazione degli ISA in misura tale da tenere conto delle mutate circostanze economiche intercorse nel 2020.

La modulistica

La circolare fornisce indicazioni relative agli aspetti correlati alla modulistica ISA 2021. Viene data evidenza degli elementi più innovativi rispetto ai modelli approvati per il precedente periodo d’imposta.

La riduzione degli adempimenti

E’ proseguita l’attività di riduzione degli adempimenti correlati alla presentazione dei modelli ISA. Nel periodo d’imposta 2020 è terminato il processo di omogeneizzazione delle informazioni richieste ai fini dell’applicazione degli ISA e delle informazioni necessarie per la determinazione del reddito di lavoro autonomo presenti all’interno del quadro RE dei mod. REDDITI, con la soppressione definitiva del quadro G e la presenza del solo quadro H in tutti i modelli ISA che interessano le attività professionali.

Inoltre, sempre sulla strada delle semplificazioni e riduzioni degli adempimenti correlati, è stata messa a punto, per la campagna dichiarativa 2021, una nuova funzionalità informatica del software ‘Il tuo ISA 2021’. L’intervento si concretizza nella implementazione di una funzione di importazione delle informazioni relative a dati contabili, già dichiarate utilizzando il software ‘RedditiOnLine’, all’interno dei quadri RE, RF ed RG dei modelli REDDITI 2021.
In relazione a tale nuova funzionalità la circolare fornisce di seguito maggiori elementi di dettaglio.

Giova, infine, ribadire che nei modelli ISA non è stata introdotta alcuna richiesta di nuove informazioni per l’applicazione della nuova metodologia sviluppata per tenere conto della crisi economica conseguente a quella sanitaria. Ricordiamo che, per tener conto della situazione dovuta al Covid-19, sono state introdotte modifiche all’analisi sia degli indicatori elementari di affidabilità che degli indicatori elementari di anomalia mediante l’introduzione di specifici correttivi, da apportare all’applicazione degli ISA. Tali interventi comportano una modifica del risultato dell’applicazione degli ISA che non obbligano il contribuente a fornire nuove informazioni.

Le principali novità della modulistica 2021

I modelli ISA2021 presentano una struttura generale sostanzialmente analoga a quella dei modelli approvati per le precedenti annualità. In particolare sono previste Istruzioni Parte generale ed istruzioni comuni, utili per la compilazione di tutti gli ISA, per i quadri A, F e H.

Istruzioni Parte generale

Nelle istruzioni Parte generale sono fornite istruzioni valide per tutti gli ISA. Questo documento riporta in allegato due tabelle: la TABELLA 1, contenente l’indicazione delle attività (individuate per codice ATECO) e il corrispondente ISA approvato, e la TABELLA 2, contenente l’elenco dei codici attività esclusi per il periodo di imposta 2020. Il modello è presentato dai soggetti che applicano gli ISA, nonché da coloro che, ancorché esclusi, risultano tenuti alla compilazione per la sola acquisizione dati.

Istruzioni quadro A - Personale

Per quanto riguarda il Quadro A - Personale, le novità riguardano i modelli ISA relativi ad attività svolte in forma di lavoro autonomo, nei righi da A01 ad A03, il numero delle giornate non ‘effettivamente lavorate’ per effetto del ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni in Deroga (CIGD) o da altri simili istituti.

Istruzioni quadro F - Dati contabili (Imprese)

In relazione alla compilazione del quadro F le novità riguardano le istruzioni nelle quali è espressamente specificato che i contributi anti-Covid non devono essere indicati in alcun rigo del quadro in esame. Tali contributi non assumono rilevanza nemmeno ai fini dell’individuazione dell’attività prevalente su cui applicare gli ISA.

Istruzioni quadro H - Dati contabili (Professionali)

Il quadro H, a partire dal periodo d’imposta 2020, è l’unico quadro contabile riferibile alle attività professionali. Questo quadro presenta una struttura e una composizione dei righi sostanzialmente identica a quella dei quadri RE dei modelli REDDITI. Come previsto nel quadro F anche in questo quadro non devono essere indicati i contributi anti-Covid percepiti.

Quadri E - Dati per la revisione

Per alcuni modelli ISA, approvati per il periodo d’imposta 2020, è previsto un apposito quadro E - Dati per la revisione con il quale vengono richieste ulteriori informazioni, non rilevanti ai fini del calcolo dell’ISA per l’anno di applicazione, ma ritenute utili per le attività di analisi correlate alle evoluzioni degli ISA nelle prossime annualità.

Gli ulteriori dati forniti dall’Agenzia delle entrate

Anche per gli ISA in applicazione al periodo d’imposta 2020 occorre procedere all’acquisizione delle c.d. ‘variabili precalcolate’. L’Agenzia delle Entrate pubblica sul sito internet istituzionale, per ogni variabile precalcolata, la data di aggiornamento della relativa base dati utilizzata. Nessun elemento di novità è stato introdotto nelle modalità di consultazione ed acquisizione dei dati ‘precalcolati’ e nella loro struttura. Gli unici aspetti di novità riguardano taluni contenuti delle variabili precalcolate. In particolare, si segnala l’integrazione dei dati ‘precalcolati’ con i punteggi ISA riferiti alle annualità 2018 e 2019.

Soggetti esclusi dagli ISA ma tenuti alla presentazione del modello

La circolare evidenzia che i contribuenti esclusi dall’applicazione degli ISA ma tenuti comunque alla presentazione del modello, potranno esimersi dall’acquisizione dei dati ‘precalcolati’ limitandosi alla sola compilazione del modello. Nello specifico devono:

  • dichiarare nel quadro RE/RF/RG del modello REDDITI la specifica causa di esclusione;
  • compilare il modello ISA prescindendo dall’importazione delle variabili precalcolate e senza effettuare il calcolo;
  • allegare il modello ISA al modello REDDITI;
  • per la compilazione, il salvataggio e l’invio della posizione ISA in allegato alla dichiarazione REDDITI, è necessario che i contribuenti attivino le funzioni del software ‘Il tuo ISA 2021’: Crea nuova posizione; Salva; Esci dalla compilazione; Invia file; trasferisci.

Gli ISA evoluti per il periodo d’imposta 2020

Gli ISA oggetto di evoluzione per il periodo d’imposta 2020 sono 87. La circolare fornisce elementi di dettaglio relativi agli ISA per meglio supportare i contribuenti nell’adempimento dichiarativo. Alcuni sotto paragrafi forniscono sintetiche indicazioni per gli ISA che presentano peculiarità o elementi di novità rispetto all’annualità precedente.

Peculiarità applicative interessano i seguenti comparti:

  • ISA comparto dell’agricoltura;
  • ISA comparto delle manifatture;
  • ISA comparto dei servizi;
  • ISA comparto del commercio.

Il software applicativo ‘Il tuo ISA 2021’

Il calcolo del punteggio del singolo indice sintetico di affidabilità fiscale, effettuabile tramite il software ‘Il tuo ISA 2021’, è operato sulla base dei dati dichiarati dal contribuente per il periodo d’imposta 2020 e dei ‘dati precalcolati’, forniti dall’Agenzia delle Entrate su richiesta del contribuente/intermediario.

Proprio la sezione del software ‘Il tuo ISA 2021’ in cui vengono visualizzati gli esiti del calcolo del punteggio di affidabilità è stata aggiornata per dare evidenza degli interventi correttivi effettuati per tener conto degli effetti di natura economica del Covid-19.

Di particolare interesse è la nuova funzionalità ‘Importa Dati contabili REDDITI’ che consente ai contribuenti che utilizzano il software ‘Il tuo ISA 2021’ di importare i dati contabili comuni ai modelli REDDITI e ISA che sono stati dichiarati nei quadri RE, RF, RG dei modelli REDDITI 2021 con il software dichiarativo ‘RedditiOnLine’.

In particolare, dopo aver compilato i quadri nel modello REDDITI, è possibile effettuare l’esportazione dei dati da ‘RedditiOnLine’ e l’importazione dei medesimi all’interno de ‘Il tuo ISA 2021’. L’operazione di importazione avviene selezionando il pulsante ‘Importa Dati Contabili REDDITI’ presente nella parte bassa di ciascun quadro di compilazione.

Il regime premiale ISA

Il comma 12 dell’articolo 9-bis del Dl 50/2017 è dedicato al regime premiale. La circolare, con il Provvedimento del 26 aprile 2021, ha individuato le condizioni necessarie per accedere ai benefici premiali previsti per il periodo d’imposta 2020.

Il citato Provvedimento conferma i criteri di accesso ai benefici premiali già definiti per la precedente annualità che la presente circolare si appresta a replicare insieme ad una tabella contenente alcune esemplificazioni che chiariscono meglio le modalità con cui applicare i nuovi criteri per l’individuazione, in relazione al periodo d’imposta 2020, del punteggio necessario per la concessione dei benefici fiscali.

La tabella è utile per valutare il punteggio dell’anno di applicazione congiuntamente a quello dell’anno precedente, laddove è previsto che i livelli di affidabilità per poter accedere ai benefici siano individuati anche con riferimento alle annualità pregresse.

La campagna informativa basata sugli ISA

La campagna informativa sugli ISA dovrebbe prendere il via nella seconda metà del 2021. Serve a comunicare al contribuente, attraverso la pubblicazione, nel proprio cassetto fiscale eventuali errori rilevati nei modelli ISA delle precedenti annualità. Già l’Amministrazione finanziaria ne aveva parlato nella circolare n. 4/E/2021, tuttavia, in questo documento di prassi amministrativa l’Agenzia ha inteso fornire nuovi elementi di dettaglio come, ad esempio, la possibilità per il contribuente di poter fornire chiarimenti o precisazioni utilizzando l’apposito software che sarà disponibile, gratis, sul sito internet delle Entrate.

Rassegna normativa e prassi di riferimento

La circolare riporta, infine, una rassegna delle principali norme di riferimento in materia di ISA accompagnate da una sintetica descrizione del contenuto con la finalità di agevolare la consultazione della documentazione relativa a tale strumento.


(Vedi circolare n. 6 del 2021)

Istituzione dei codici tributo per l’utilizzo in compensazione del tax credit cinema
Jeudi, 10 Juin , 2021
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 42/E dell’8 giugno 2021, ha istituito i codici tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, dei crediti d’imposta per le imprese di produzione cinematografica e audiovisiva e per le industrie tecniche e di post-produzione. Sono due i nuovi codici tributo: ‘6944’ denominato ‘Tax credit industrie tecniche - articolo 17, comma 2, legge n. 220/2016’; il codice tributo ‘6945’ denominato ‘Tax credit opere di formazione e ricerca - articolo 15, legge n. 220/2016’. I suddetti crediti d’imposta sono in misura non inferiore al 20% e non superiore al 30% delle spese sostenute per l’adeguamento tecnologico e strutturale del settore.
(Vedi risoluzione n. 42 del 2021)

Trattamento, ai fini Iva, delle operazioni relative ad attività di shared payment
Vendredi, 4 Juin , 2021

Con la risoluzione n. 35/E del 24 maggio 2021 l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sulla corretta impostazione dal punto di vista tributario delle operazioni relative ad attività di shared payment. Ci riferiamo alle attività di sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti e servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Più specificamente si tratta di un innovativo software di share payments che consente pagamenti condivisi.

La società istante offre ai venditori di beni e servizi (c.d. merchant) e ai loro clienti un metodo di pagamento via internet che permette di dividere l’importo di una transazione su diverse carte di credito/debito, intestate a soggetti diversi, addebitando su ciascuna carta una parte dell’importo complessivo (c.d. pagamento condiviso o shared payment).

Nell’istanza pervenuta il contribuente afferma di essere un ‘facilitatore nella dilazione di pagamento offerta al cliente finale dal merchant, agevolando l’incasso del credito residuo vantato da quest’ultimo’.

Il cliente acquista dal merchant un prodotto/servizio ed inserisce una carta di credito per il pagamento. Gli viene addebitato soltanto un terzo dell’importo totale, la parte restante viene addebitata successivamente in due tranches nell’arco di 60 giorni. Al termine della transazione la società istante acquista un credito commerciale pro-soluto per un prezzo pari al valore delle restanti due tranches di pagamento del cliente. La società non applica alcun tasso d’interesse al cliente né sconti sul prezzo d’acquisto del credito commerciale. La stessa addebita una fee al merchant solo per quanto riguarda il processing del pagamento con carta.

La società chiede di conoscere il corretto trattamento Iva applicabile alla fee dalla stessa percepita per l’attività sopra descritta, articolata nelle seguenti fasi:

  1. trasferimento di una somma pari a un terzo dell’importo totale del credito dalla carta di credito del cliente al conto di moneta elettronica del venditore online, e nel
  2. successivo acquisto pro-soluto della restante parte del credito commerciale dallo stesso merchant, rappresentato dai restanti ⅔, ad un prezzo pari al suo valore nominale, senza applicare alcun tasso di interesse o di sconto, ma esclusivamente una commissione (fee) a carico del venditore stesso per l’elaborazione del pagamento con carta.
La società precisa che la fee costituisce il compenso che il merchant paga alla società per il servizio reso. Viene calcolata in percentuale sui volumi di denaro transati sulla piattaforma e l’aliquota è negoziata con il merchant al momento della stipula della convenzione. Nella determinazione della fee vengono presi in considerazione alcuni parametri tra cui l’interesse strategico del venditore online per la società, il rischio d’insoluto legato al settore in cui opera il merchant e il volume d’affari gestito dallo stesso.

Allo schema negoziale appena descritto si ritengono applicabili i chiarimenti forniti con la risoluzione n. 32/E dell’11 marzo 2011, che a sua volta richiama, confermandone la validità, la risoluzione n. 139/E del 17 novembre 2004 con la quale l’Agenzia aveva precisato che nel nostro ordinamento la cessione del credito e il factoring hanno finalità e natura finanziaria.

Al fine di accertare la causa del contratto, la risoluzione aggiunge che nelle operazioni di factoring si verifica la cessione della titolarità del credito, a nulla rilevando il fatto che il cedente sia liberato dal rischio del buon fine dell’operazione ovvero non lo sia.

La causa finanziaria delle operazioni di factoring è confermata dal fatto che il cessionario versa una somma di denaro al cedente all’atto della cessione del credito, consentendo a quest’ultimo di ottenere la trasformazione del credito in attività liquide prima della scadenza naturale del credito o comunque prima della data di presumibile incasso.

Il servizio prestato dalla società istante, il cui corrispettivo è rappresentato dalla fee, costituisce, come sostenuto, un contratto di factoring che è una vera e propria operazione finanziaria esente Iva ai sensi dell’articolo 10, primo comma, n. 1) del decreto Iva.


(Vedi risoluzione n. 35 del 2021)

Compilazione del prospetto relativo agli aiuti di Stato nella dichiarazione dei redditi da parte dei ‘agricoltori sottosoglia’
Vendredi, 4 Juin , 2021

I produttori agricoli ‘sotto-soglia’ aventi i requisiti per presentare il modello 730, qualora abbiano beneficiato del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del decreto legge Rilancio, possono utilizzare il modello 730/2021, avendo cura di presentare anche il frontespizio del modello Redditi PF 2021 insieme al quadro RS, con le modalità e nei termini previsti per la presentazione dello stesso modello Redditi PF 2021. Nel quadro RS va compilato il solo prospetto ‘Aiuti di Stato’ con i dati relativi al contributo in esame.

È quanto si legge nella risoluzione n. 36/E del 27 maggio 2021 con la quale l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti alle associazioni di categoria degli agricoltori in merito alla compilazione del prospetto relativo agli aiuti di Stato nella dichiarazione dei redditi da parte dei ‘agricoltori sotto-soglia’.

Il documento di prassi amministrativa rimanda, per altri aspetti di dettaglio, alle istruzioni al modello Redditi PF, Fascicolo 3. Precisa, infine, che qualora si usufruisca per la compilazione e la trasmissione della dichiarazione dei prodotti software messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, gli agricoltori ‘sotto-soglia’ beneficiari del contributo a fondo perduto in argomento potranno utilizzare l’applicazione ‘RedditiOnLine PF 2021’.


(Vedi risoluzione n. 36 del 2021)

Redditi di lavoro dipendente - Somme e prestazioni aventi finalità di educazione e istruzione - Rimborso spese per acquisto pc, tablet e laptop per la Dad
Vendredi, 4 Juin , 2021

Una società, nell’ambito del Piano welfare aziendale, ha intenzione di riconoscere ai propri dipendenti un credito welfare da utilizzare per rimborsare le spese sostenute per l’acquisto di pc, tablet o laptop necessari per la didattica a distanza (Dad) dei propri familiari.

L’istante chiede di conoscere il corretto trattamento fiscale da riservare al credito welfare e, più precisamente, se sia tenuta ad operare la ritenuta a titolo di acconto Irpef.

L’Agenzia delle Entrate, nella risoluzione n. 37/E del 27 maggio 2021, afferma che il pc, il laptop e il tablet costituiscono dispositivi fondamentali per consentire la didattica a distanza, il cui utilizzo è finalizzato all’educazione e all’istruzione.

Il rimborso delle spese sostenute dal dipendente per il loro acquisto e successivamente rifondate dal datore di lavoro non genera reddito di lavoro dipendente.

L'articolo 51, comma 2, lettera f-bis del Tuir conferma la possibilità per i datori di lavoro di erogare servizi di educazione ed istruzione direttamente o tramite terzi, nonché attraverso la corresponsione ai dipendenti di somme di denaro da destinare alle finalità di istruzione ed educazione anche a titolo di rimborso di spese già sostenute. A tal fine è necessario, però, che il dipendente produca idonea documentazione rilasciata dall’Istituto scolastico o dall’Università che attesti lo svolgimento delle lezioni attraverso la dad.


(Vedi risoluzione n. 37 del 2021)

Acquisto di immobile a seguito di provvedimento giudiziale - Richiesta agevolazione c.d. ‘prima casa’ e determinazione della base imponibile mediante il sistema c.d. del ‘prezzo-valore’. Registrazione
Vendredi, 4 Juin , 2021

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 38/E del 28 maggio 2021, fornisce chiarimenti in merito al momento in cui devono essere rese le dichiarazioni ai fini dell’applicazione dell’agevolazione per l’acquisto della ‘prima casa’, nei casi in cui il trasferimento dell’immobile avvenga a seguito di provvedimento giudiziale.

Analoga questione concerne la dichiarazione con cui si attesta di volersi avvalere del sistema c.d. del ‘prezzo-valore’ per la determinazione della base imponibile ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale per le cessioni di immobili ad uso abitativo e relative pertinenze. La risoluzione fornisce, inoltre, chiarimenti, in ordine alla forma delle dichiarazioni.

Agevolazioni c.d. ‘prima casa’

Per l’acquisto della ‘prima casa’, ad eccezione di quelle di categorie catastali A/1, A/8 e A/9, è prevista un’aliquota agevolata al 2%. A tal fine l’acquirente deve rendere dichiarazioni in merito alla residenza nel comune ove è ubicato l’immobile e alla c.d. pre possidenza.

Già è stato chiarito che questa agevolazione trova applicazione anche nelle ipotesi in cui il trasferimento immobiliare avviene con un provvedimento giudiziale.

L’Agenzia ha precisato che le dichiarazioni sul possesso dei requisiti possono avvenire anche in un momento successivo al giudizio, purché prima della registrazione dell’atto. La risoluzione n. 370 del 3 ottobre 2008 ha stabilito che, nel caso in cui il contribuente non abbia richiesto le agevolazioni ‘prima casa’ nella domanda di partecipazione ad un’asta immobiliare, le dichiarazioni riguardanti il possesso dei requisiti possono essere rese nelle more della registrazione del decreto di trasferimento. Vanno nella stessa direzione le pronunce dei giudici di legittimità.

Nell’ordinanza n. 11907/2018 i Supremi giudici hanno chiarito che ai fini del godimento dei benefici prima casa ‘le manifestazioni di volontà prescritte dall’art. 1, nota II bis, della tariffa … vanno rese, qualora il suddetto acquisto sia avvenuto a seguito di sentenza, prima della registrazione di quest’ultima, che costituisce l’atto al quale va riconosciuta efficacia traslativa della proprietà del bene, dovendosi, invece, escludere che le stesse possano effettuarsi in un momento successivo’. Orientamento ribadito anche in precedenti pronunce del 2013 e 2014.

In relazione alla forma delle dichiarazioni da rendere l’Agenzia ritiene, in linea con la giurisprudenza di legittimità, che queste possano essere rese mediante una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.

Diversamente, la dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio non può avere ad oggetto manifestazioni di volontà, quale l’impegno a trasferire la residenza nel territorio del comune ove è ubicato l’immobile entro 18 mesi dall’acquisto. Tale impegno va assunto nella forma della ‘dichiarazione autenticata nelle firme, da autorità anche diversa da quella che aveva redatto il provvedimento giudiziario, stilata ed allegata al provvedimento stesso’.

Sistema c.d. del ‘prezzo valore’

Con il sistema c.d. del ‘prezzo valore’ utilizzabile in presenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi di legge, il legislatore ha previsto per la parte acquirente, con dichiarazione resa al notaio e recepita nell’atto, di individuare la base imponibile nel valore catastale anziché nel valore commerciale, in deroga alle disposizioni di carattere generale secondo cui l’imposta va applicata sul maggiore tra il ‘valore’ del bene ed il corrispettivo pattuito.

A seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 6 del 15 gennaio 2014 tale possibilità risulta estesa anche alle ipotesi in cui il trasferimento avviene in sede di espropriazione forzata o a seguito di pubblico incanto. In presenza dei requisiti per l’applicazione del sistema c.d. del ‘prezzo-valore’, la richiesta può essere formulata dall’acquirente anche nelle ipotesi in cui il trasferimento avviene con provvedimento giudiziale, non risultando ostativa l’assenza della figura notarile.

Registrazione

Per accelerare la registrazione degli atti giudiziari l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione sul proprio sito internet una procedura con la quale è possibile adempiere al pagamento dell’imposta liquidata dall’Ufficio sugli atti ricevuti. Il servizio, oltre alle informazioni sulla liquidazione del provvedimento, consente di inserire le informazioni anagrafiche per la stampa completa del modello di pagamento F24.

In merito al caso sottoposto l’Agenzia precisa che la determinazione degli importi da versare ai fini del Registro e la relativa esposizione della tassazione dell’atto giudiziario non impediscono la presentazione all’Ufficio territoriale competente per la registrazione della richiesta di applicazione dell’agevolazione ‘prima casa’ o di determinazione della base imponibile con il sistema c.d. del ‘prezzo valore’.

Tale registrazione deve avvenire solo a seguito del pagamento degli importi liquidati. Nel caso di utilizzo delle informazioni presenti nel modello di versamento proposto dal servizio di tassazione degli atti giudiziari, la registrazione sarà eseguita in via automatizzata nel sistema, dopo l’avvenuto pagamento.


(Vedi risoluzione n. 38 del 2021)

Test di non imponibilità Iva per le navigazioni in alto mare di nuove imbarcazioni non immesse in servizio causa Covid-19
Vendredi, 4 Juin , 2021

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 39/E del 28 maggio 2021, fornisce chiarimenti in merito alle corrette modalità da seguire per effettuare la verifica a consuntivo della condizione di cui all’articolo 8-bis del decreto Iva, per quanto attiene l’effettivo utilizzo per la navigazione in alto mare delle navi di nuova costruzione che a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 non sono state messe in servizio.

La società istante commercializza gasolio utilizzato nelle operazioni di ‘bunkeraggio’ di navi di trasporto merci e di navi passeggeri. Nel 2020 ha eseguito operazioni di rifornimento carburante a bordo di due navi crociera di nuova costruzione, varate sempre nel 2020, di proprietà di due diversi armatori.

La consegna delle due navi, mai entrate in servizio causa Covid-19, e il rifornimento di carburante sono avvenuti nel 2020. Quest’ultimo è stato assoggettato, in via provvisoria, al regime di non imponibilità Iva di cui all’articolo 8-bis del Dpr n. 633/1972.

L’applicazione, in via provvisoria, del regime di non imponibilità è avvenuta in linea con le istruzioni fornite con i documenti di prassi, previa acquisizione da parte del soggetto fornitore della dichiarazione rilasciata dall’armatore che attestava la volontà di adibire la nave alla navigazione in alto mare.

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 2/E/2017, ha chiarito che per le navi di nuova costruzione è possibile l’applicazione in via provvisoria del regime di non imponibilità sulla base della dichiarazione dell’armatore che attesta l’effettiva intenzione di adibire il mezzo alla navigazione in alto mare; la condizione dell’effettiva navigazione in alto mare oltre il 70% dei viaggi, asserita nella dichiarazione, deve essere verificata entro l’anno successivo al varo della nave in mare, salvo variazioni d’imposta.

Per gli acquisti di una nave in fase di costruzione, posti in essere nel 2020, la condizione dell’effettivo uso per la navigazione in alto mare va accertata a conclusione dell’anno solare successivo al varo della nave.

Conseguentemente, in merito al caso concreto, l’Agenzia ritiene che per le due navi crociera di nuova costruzione, varate nel 2020, la verifica dell’utilizzo dei suddetti mezzi di trasporto per la navigazione in alto mare per oltre il 70% dei viaggi deve essere eseguita al termine dell’anno solare 2021.

Per le operazioni di bunkeraggio eseguite nell’anno 2020 delle navi di nuova costruzione, la verifica a consuntivo della condizione che il mezzo di trasporto marittimo sia adibito per la navigazione in alto mare deve essere rinviata al termine dell’anno successivo a quello di effettivo utilizzo del mezzo, inteso come anno di messa in servizio per la navigazione.

In merito al regime Iva applicabile alle operazioni di bunkeraggio effettuate nell’anno 2021, la risoluzione evidenzia che la nuova formulazione dell’articolo 8-bis del Dpr n. 633/1972, posta in essere dalla legge n. 178/2020 (legge di Bilancio 2021), è applicabile alle operazioni effettuate a partire dal 60° giorno successivo all’adozione del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate attuativo della normativa in esame.


(Vedi risoluzione n. 39 del 2021)

Chiarimenti ai fini della fruizione dei contributi a fondo perduto del decreto legge Sostegni
Vendredi, 28 Mai , 2021
PREMESSA

Il decreto legge Sostegni (Dl n. 41/2021) prevede il riconoscimento di un contributo a fondo perduto a favore dei titolari di partita Iva, residenti in Italia, che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario.

Tale agevolazione riprende alcune delle caratteristiche dei precedenti contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia delle Entrate ai soggetti colpiti dalla pandemia. Pensiamo, ad esempio, ai contributi del decreto Ristori, del decreto Agosto e ai contributi a fondo perduto Covid-19 del decreto Rilancio.

Per ottenere i contributi a fondo perduto del decreto Sostegni l’istanza va presentata entro il 28 maggio 2021. Con la circolare n. 5/E del 14 maggio 2021 l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alle modalità di fruizione di cui ai contributi a fondo perduto del decreto Sostegni, anche alla luce delle criticità espresse dagli ordini professionali e dalle associazioni di categoria. È bene subito precisare che gli aiuti del decreto Sostegni sono indifferenti ai bonus Covid-19 già fruiti dai titolari di partita Iva.

AMBITO SOGGETTIVO

Il predetto contributo spetta esclusivamente ai soggetti titolari di reddito agrario e ai soggetti con ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro nel secondo periodo d’imposta antecedente a quello di entrata in vigore del decreto Sostegni.
I titolari di partita Iva, inoltre, devono aver registrato una perdita del fatturato/corrispettivi dell’anno 2020 almeno del 30% rispetto a quello del 2019.

Sono invece esclusi i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di entrata in vigore del presente decreto, i soggetti che hanno attivato la partita Iva dopo l’entrata in vigore del presente decreto, gli enti pubblici e gli intermediari finanziari.

Imprese in liquidazione volontaria

Possono accedere ai contributi a fondo perduto Covid-19 del decreto Sostegni i soggetti la cui procedura di liquidazione risulti avviata successivamente alla data di dichiarazione dello stato di emergenza purché ‘non siano imprese soggette a procedure concorsuali per insolvenza e non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuto per la ristrutturazione’.

In merito all’ammontare dei ricavi è necessario fare riferimento al periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto Rilancio. Per la determinazione della riduzione del fatturato, il decreto Sostegni all’articolo 1, comma 4, prevede che il fatturato medio del 2020 dovrà tener conto di tutti i mesi che costituiscono il periodo di riferimento a prescindere dalla circostanza che l’impresa risulti in liquidazione.

Promotori finanziari

I promotori finanziari possono fruire dei contributi a fondo perduto Covid-19 del decreto Sostegni se non riconducibili ai soggetti di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997 n. 446. Inoltre devono sussistere i requisiti di legge.

Società che acquisisce lo status di società di partecipazione ai sensi dell’art. 162-bis del Tuir nel corso del 2020

Una società che acquisisce lo status di società di partecipazione ai sensi dell’art. 162-bis del Tuir nel corso del 2020, prendendo come riferimento il bilancio relativo all’esercizio 2020, deve considerarsi inclusa tra i soggetti di cui al predetto articolo e, pertanto, non può fruire dei contributi a fondo perduto Covid-19 del decreto Sostegni. Ciò, a prescindere dalla formale approvazione del bilancio relativo a detto esercizio.

Impresa derivante da una trasformazione impropria

Nel caso di una ditta individuale derivante dalla trasformazione impropria di una società in nome collettivo esistente, la circolare ha chiarito che il soggetto venutosi a creare a seguito della trasformazione può fruire dei contributi a fondo perduto Covid-19 del decreto Sostegni.

In merito alla richiesta su come devono essere determinati i requisiti di accesso della predetta ditta individuale ai fini della fruizione del contributo e su come si calcola quest’ultimo, il documento di prassi amministrativa chiarisce che la soglia di accesso agli aiuti si determina facendo riferimento all’ammontare dei ricavi riferibili all’azienda preesistente e per il calcolo della riduzione del fatturato è necessario confrontare i dati riferibili ai due periodi di riferimento (aprile 2020 - aprile 2019), considerando il fatturato relativo all’azienda trasformata.

REQUISITI DI ACCESSO AL CONTRIBUTO

I contributi a fondo perduto Covid-19 del decreto Sostegni spettano ‘a condizione che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 sia inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019’.

Rispetto alle precedenti agevolazioni una delle novità più rilevanti è il passaggio alla nozione di ‘ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi’. Tale ammontare si determina dividendo l’importo complessivo del fatturato e dei corrispettivi di ciascuno dei due anni (2019 e 2020) per il numero dei mesi in cui l’attività è stata esercitata nell’anno.

Non cambiano, invece, le modalità di individuazione del momento in cui si considerano rilevanti le operazioni di cessione di beni o le prestazioni di servizi al fine di determinare la riduzione del fatturato come pure il calcolo semplificato del contributo per i soggetti che hanno attivato la partita Iva dal 1°gennaio 2019.

A differenza del contributo Covid-19 del decreto Rilancio che ha previsto la possibilità di fruire dell’agevolazione senza operare la verifica della riduzione del fatturato, per i soggetti che, a far data dall’insorgenza dell’evento calamitoso, hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dai predetti eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19, la formulazione dei contributi a fondo perduto Covid-19 del decreto Sostegni non contiene questo richiamo.

Inoltre non è presente alcun rinvio al comma 4 del decreto Rilancio. Pertanto, deve ritenersi che i predetti soggetti determinano i contributi a fondo perduto Covid-19 del decreto Sostegni sulla base delle ordinarie modalità di fruizione dello stesso.

Rilevanza dei contributi a fondo perduto Covid-19 ai fini della determinazione dei requisiti di accesso al ‘CFP COVID-19 decreto Sostegni’

I contributi a fondo perduto Covid-19 del decreto Sostegni sono finalizzati a ‘sostenere gli operatori economici colpiti dall’emergenza epidemiologica Covid-19’. La ratio di questa agevolazione consiste, cioè, nella finalità di compensare, almeno in parte, i gravi effetti economici che hanno subìto determinate categorie di operatori economici a seguito della pandemia.

Sul piano contabile tale contributo a fondo perduto costituisce un contributo in conto esercizio in quanto erogato ad integrazione di mancati ricavi del contribuente a causa del Covid-19. In considerazione di ciò il contributo sarà rilevato nella voce A5 del conto economico.

In linea di principio, la concessione di contributi in conto esercizio è finalizzata a fronteggiare esigenze di gestione contingenti al settore economico in crisi, mediante l’integrazione dei ricavi o la riduzione dei costi o degli oneri di gestione delle attività economiche agevolate.

Scopo di tali misure è compensare, almeno in parte, i gravi effetti economici dovuti alla pandemia. In considerazione del carattere di eccezionalità dei contributi a fondo perduto Covid-19 del decreto Sostegni, la circolare ritiene che gli stessi non concorrano alla determinazione della soglia dei ricavi, non si considerano ai fini del calcolo della riduzione del fatturato medio previsto e non debbano essere inclusi tra i ricavi di cui alle soglie dimensionali per la determinazione delle diverse percentuali determinate dalla fascia di ricavi 2019, da applicare alla differenza tra le due medie mensili 2019 e 2020.

Per le stesse ragioni, si ritiene che l’esclusione dai parametri di calcolo sia applicabile anche a tutte le ulteriori misure agevolative finalizzate al contrasto della pandemia come il bonus affitto, il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro o il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto dei DPI.

CALCOLO DELLA RIDUZIONE DEL FATTURATO MEDIO MENSILE DEGLI ANNI 2019 E 2020

Ai fini del calcolo dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi degli anni 2019 e 2020, in coerenza con la ratio dei contributi a fondo perduto Covid-19 del decreto Sostegni, restano immutate le esigenze di semplificazione, con la conseguenza che, anche in relazione a questa misura agevolativa:

  • devono essere considerate tutte le fatture attive (al netto dell’Iva) con data di effettuazione dell’operazione nel periodo 2019 e 2020 di riferimento, nonché le fatture differite emesse nel mese di gennaio 2020 e 2021 e relative ad operazioni effettuate nel mese di dicembre dell’anno precedente;
  • occorre tenere conto delle note di variazione, con data gennaio 2020 e 2021;
  • i commercianti al minuto e gli altri contribuenti di cui all’art. 22 del Dpr n. 633/1972 devono considerare l’ammontare globale dei corrispettivi (al netto dell’Iva) delle operazioni effettuate nel periodo di riferimento;
  • concorrono a formare l’ammontare del fatturato anche le cessioni di beni ammortizzabili;
  • nel caso di operazioni la cui imposta viene calcolata con il metodo della ventilazione dei corrispettivi ovvero con applicazione del regime del margine, per le quali risulta difficoltoso il calcolo dei corrispettivi o delle fatture al netto dell’Iva, l’importo può essere riportato al lordo dell’Iva (sia con riferimento al 2019 che al 2020).

Inoltre, come già precisato con la circolare n. 22/E/2020, anche in relazione ai contributi a fondo perduto Covid-19 del decreto Sostegni ai fini della riduzione del fatturato è necessario considerare tutte le somme che costituiscono il ‘fatturato’ del periodo di riferimento, purché le stesse rappresentino ricavi dell’impresa di cui all’art. 85 del Tuir ovvero rappresentative di altri componenti di reddito che, a causa del non perfetto allineamento tra la data di effettuazione dell’operazione di cessione dei beni o di prestazione dei servizi individuata sono antecedenti o successivi alla data di fatturazione.

Determinazione della riduzione del fatturato medio per un soggetto che fruisce del regime di cui alla legge n. 190 del 2014 (cd. regime forfetario)

Anche i soggetti in regime forfetario rientrano tra i soggetti beneficiari dei contributi a fondo perduto del decreto Rilancio. A tal fine assumono rilevanza i fatturati e i corrispettivi nei mesi di aprile 2019 e 2020 e i ricavi conseguiti nel 2019. In relazione al calcolo del fatturato e dei corrispettivi, si fa riferimento alla data di effettuazione dell’operazione che, per le fatture immediate e i corrispettivi, è rispettivamente la data della fattura e la data del corrispettivo giornaliero, mentre per la fattura differita è la data dei DDT o dei documenti equipollenti richiamati in fattura.

Determinazione della riduzione del fatturato medio per un soggetto che fruisce del cd. regime di Iva per cassa

Al fine di verificare la riduzione del fatturato medio per un soggetto che usufruisce del regime di Iva per cassa, come precisato dalla circolare n. 15/E/2020, il calcolo del fatturato e dei corrispettivi da confrontare deve prendere a riferimento la data di effettuazione dell’operazione che, per le fatture immediate e i corrispettivi, è rispettivamente la data della fattura e la data del corrispettivo giornaliero, mentre per la fattura differita è da data dei DDT o dei documenti equipollenti richiamati in fattura.

Somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto della controparte

In relazione alle somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto della controparte, purché regolarmente documentate, la circolare 58/E/2001 ha precisato che ‘Tra i compensi del professionista rientrano i proventi percepiti sotto forma di rimborsi di spese inerenti all’attività, con esclusione dei rimborsi relativi a spese, analiticamente dettagliate, anticipate in nome e per conto del cliente. Tale situazione impone che i rimborsi, salvo quelli anticipati in nome e per conto del cliente, siano trattati alla stregua degli altri compensi’.

Alla luce di ciò, tenuto conto che le somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto del cliente, purché regolarmente documentate, non risultano incluse tra i compensi di lavoro autonomo, si ritiene che le stesse non risultino incluse nel calcolo del fatturato necessario per determinare lo scostamento medio e neppure ai fini della determinazione dell’ammontare dei compensi.

Diversamente, sono considerate rilevanti ai fini del calcolo dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi degli anni 2019 e 2020, i rimborsi spese (viaggio, vitto, alloggio ecc.) addebitati in fattura al committente.

Alle stesse conclusioni deve giungersi anche in relazione ai soggetti che producono reddito d’impresa e, in ogni caso, per coloro che fruiscono della disciplina del regime forfetario.

Coerentemente devono pertanto ritenersi incluse nel fatturato le somme relative alla cessione di beni per il cui acquisto o importazione la detrazione è stata ridotta ai sensi dell’art. 19-bis.1 o di altre disposizioni di indetraibilità oggettiva.

Contributo integrativo alle casse di previdenza private

I contributi integrativi versati alle Casse di previdenza e di assistenza private addebitati in fattura dai professionisti, inclusi nella base imponibile Iva e sottoposti al meccanismo della rivalsa, non concorrono alla formazione del reddito di lavoro autonomo e, più in generale, alla determinazione della base imponibile ai fini Irpef. Dette somme non rilevano ai fini della determinazione del limite di accesso ai contributi a fondo perduto Covid-19 del decreto Sostegni.

Indennità di maternità

L’indennità di maternità versata alle lavoratrici autonome, artigiane ed esercenti attività commerciale, corrisposta per i due mesi antecedenti la data del parto e per i tre successivi, non costituisce ricavo o compenso e, pertanto, non è da includere nella nozione di fatturato e neppure tra i ricavi da considerare ai fini dell’accesso al contributo, poiché la sua rilevanza tra le somme fatturate non è riconducibile ad alcun compenso.

Estromissione/assegnazione ai soci di immobile

L’assegnazione/estromissione dei beni immobili corrisponde, nell’ambito dei rapporti tra soci e società, a una distribuzione in natura del patrimonio della società stessa. Pertanto, diversamente da altre tipologie di operazioni assimilate ai fini fiscali alla cessione, le predette assegnazioni/estromissioni non sono ascrivibili tra le operazioni riconducibili alla nozione di fatturato di cui al comma 4, dell’art. 1 del decreto Sostegni.

Somme incassate a seguito della cessione di terreni e annessi fabbricati rurali

Relativamente alle somme incassate a seguito della cessione di terreni e annessi fabbricati rurali la circolare ha evidenziato che seppur le somme di cui si tratta sono state oggetto di fatturazione in applicazione delle disposizioni Iva, le stesse sono da ritenere incluse nella nozione di fatturato, generando altri componenti di reddito.

Operazioni realizzate da agenzie di viaggi e tour operator

In merito alle operazioni realizzate da agenzie di viaggi e tour operator va valorizzata la data di ‘effettuazione dell’operazione’. Tali operazioni si considerano in ogni caso rese all’atto del pagamento dell’intero corrispettivo e comunque non oltre la data di inizio del viaggio o del soggiorno; non rileva a tal fine l’avvenuto pagamento di acconti. Il viaggio o il soggiorno si considera iniziato all’atto in cui viene effettuata la prima prestazione di servizio a vantaggio del viaggiatore. Tale data rappresenta il momento impositivo in cui sorge l’obbligo di emettere fattura.

CALCOLO DEL CONTRIBUTO

L’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato applicando alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 rispetto al medesimo valore del 2019, le seguenti percentuali:

  1. 60% per i soggetti con ricavi e compensi indicati al comma 3 non superiori a 100 mila euro;
  2. 50% per i soggetti con ricavi o compensi indicati al comma 3 superiori a 100 mila euro e fino a 400 mila euro;
  3. 40% per i soggetti con ricavi o compensi indicati al comma 3 superiori a 400 mila euro e fino a 1 milione di euro;
  4. 30% per i soggetti con ricavi o compensi indicati al comma 3 superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro;
  5. 20% per i soggetti con ricavi o compensi indicati al comma 3 superiori a 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro.
Inoltre si prevede che per tutti i soggetti, compresi quelli che hanno attivato la partita Iva dal 1°gennaio 2020, l’importo del contributo non può essere superiore a 150 mila euro ed è riconosciuto, comunque, per un importo non inferiore a mille euro per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Calcolo del CFP Covid-19 decreto Sostegni per le associazioni sportive dilettantistiche

In considerazione della ratio dei contributi a fondo perduto Covid-19 del decreto Sostegni, quanto previsto dalla circolare n. 22/E/2020 vale anche per le associazioni sportive dilettantistiche.

Il documento di prassi amministrativa ha precisato che ‘al fine di determinare i ricavi per poter fruire del contributo, si ritiene che per gli enti non commerciali debbano essere considerati i soli ricavi con rilevanza ai fini Ires. Sono, pertanto, esclusi i proventi che non si considerano conseguiti nell’esercizio di attività commerciali nonché quelli derivanti da attività aventi i requisiti di cui al comma 3, dell’art. 148 Tuir, svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali.

Per la sola parte relativa all’attività commerciale, le associazioni di promozione sociale devono verificare di non aver conseguito nel 2019 ricavi in misura superiore a 5 milioni di euro e di aver avuto una riduzione di fatturato o dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

Calcolo del CFP Covid-19 decreto Sostegni per i distributori di carburante

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 15/E del 13 giugno 2020, ha precisato che per calcolare il contributo spettante ai distributori di carburante occorre fare riferimento alla nozione di ricavi come determinata dall’articolo 18, comma 10, del Dpr n. 600/1973. Al fine di rispettare la ratio della norma volta a determinare l’ambito di applicazione del contributo a fondo perduto Covid-19, alla luce dell’ammontare dei ricavi o compensi conseguiti deve essere determinata la soglia dimensionale al netto del prezzo corrisposto al fornitore.

ALTRI REQUISITI IN TEMA DI CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

Rilevanza dei contributi a fondo perduto percepiti ai fini della determinazione della soglia (pari a 65.000) di ricavi conseguiti o compensi percepiti prevista al comma 54, dell’articolo 1 della legge n. 190/2014

Scopo dei contributi a fondo perduto Covid-19 del decreto Sostegni è compensare, almeno in parte, i gravi effetti economici e finanziari che hanno subito alcune categorie di operatori economici a seguito della pandemia. I contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni che applicano il regime forfettario e possiedono i requisiti per accedere ai contributi a fondo perduto del decreto Sostegni non devono considerare tali contributi nel calcolo del limite di 65 mila euro, rilevanti per la permanenza all’interno del regime. Analoga considerazione vale per la verifica dei limiti di ricavi per la tenuta della contabilità semplificata.

Imprese localizzate nei comuni in emergenza per precedenti eventi calamitosi che hanno fruito del contributo (CFP Covid-19 decreto Ristori)

I contributo a fondo perduto Covid-19 spettano anche ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1°gennaio 2019 e che hanno il domicilio fiscale nei comuni che già versavano in uno stato di emergenza per eventi calamitosi alla data di insorgenza del Covid-19 e per i quali, viste le difficoltà, non è necessaria la verifica del calo del fatturato.

Il decreto legge Ristori ha introdotto un contributo a fondo perduto a favore di soggetti che al 25 ottobre 2020 avevano la partita Iva attiva e svolgevano come attività prevalente una di quelle riferite ai codici Ateco riportati nell’Allegato 1 del decreto.

I soggetti che non hanno presentato domanda per accedere ai contributi a fondo perduto del decreto Rilancio possono accedere ai contributi del decreto Sostegni previa presentazione di apposita istanza esclusivamente online. Il contributo non spetta ai soggetti la cui partita Iva risulti cessata alla data di presentazione dell’istanza.

Per coloro che hanno iniziato l’attività dal 1°gennaio 2019 e che hanno il domicilio fiscale o la sede operativa in un comune che già versava in stato d’emergenza per eventi calamitosi alla data di insorgenza del Covid-19, si applicano le modalità di calcolo semplificato. Analoga cosa vale per coloro che hanno già fruito in via automatica del contributo del decreto Rilancio.

Lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo (CFP Covid-19 decreto Ristori)

I soggetti iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo possono fruire dei contributi a fondo perduto Covid-19 del decreto Ristori in quanto l’attività svolta è inclusa tra quelle menzionate all’allegato 1 del predetto decreto Ristori. Coloro che possiedono i requisiti previsti per i contributi a fondo perduto Covid-19 del decreto Ristori e che non hanno presentato l’istanza per il riconoscimento degli aiuti, potevano ottenere il nuovo contributo trasmettendo un’istanza dal 20 novembre 2020 al 15 gennaio 2021. Il soggetto istante non avendo presentato alcuna domanda nei termini indicati non può fruire dell’agevolazione.


(Vedi circolare n. 5 del 2021)

Istituzione della causale contributo ‘E104’ per il versamento dei contributi di spettanza della Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza Forense
Vendredi, 28 Mai , 2021
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 34/E del 21 maggio 2021, ha istituito la causale contributo ‘E104’ denominata ‘Cassa Forense - Riscatto art. 37 Reg. Unico Prev. Forense’ così come era stata richiesta dalla Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza Forense. Servirà per regolare la riscossione dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dagli iscritti e si aggiungerà alle causali già istituite con la risoluzione n. 1/E/2021.
(Vedi risoluzione n. 34 del 2021)

Indirizzi operativi e linee guida sulla prevenzione e contrasto all’evasione fiscale, nonché sulle attività relative al contenzioso tributario, alla consulenza e ai servizi ai contribuenti
Vendredi, 21 Mai , 2021
PREMESSA

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, con il provvedimento del 6 aprile 2021, ha dettato le linee guida per gli Uffici per la ripresa della notifica di atti e accertamenti, in relazione ai quali era stata prevista la notifica nel 2021.

In considerazione della crisi economica scatenata dalla pandemia che ha coinvolto numerose attività commerciali e imprenditoriali, l’attività di controllo si dovrà concentrare sui contribuenti ad elevata pericolosità sociale e, in particolare, verso coloro che pongono in essere fenomeni di frode, anche attraverso l’uso indebito dei crediti d’imposta e delle altre agevolazioni come i contributi a fondo perduto ed i ristori.

Particolare attenzione dovrà essere riservata alle frodi in materia di Iva intracomunitaria, nonché a quelle realizzate tramite l’utilizzo in compensazione di crediti inesistenti o attraverso l’utilizzo di dichiarazioni d’intento ideologicamente false.

La circolare n. 4/E del 7 maggio 2021 dell’Agenzia delle Entrate è articolata in tre sezioni, dedicate alla prevenzione e al contrasto dell’evasione, alla consulenza e ai servizi. Ogni sezione contiene gli indirizzi mirati per lo svolgimento delle azioni operative ridisegnate alla luce delle criticità indotte dalla pandemia e incentrate sulla compliance, al fine di rafforzare il dialogo con il contribuente consentendogli di regolarizzare la propria posizione evitando l’applicazione di sanzioni in misura piena.

L’attività di prevenzione è finalizzata alla compliance attraverso la spinta ad istituti volti a facilitare il dialogo costante e preventivo tra Agenzia delle Entrate e contribuente. Dialogo che deve tenere conto delle specificità delle diverse tipologie di soggetti interessati. Ci riferiamo a grandi imprese, medie imprese, lavoratori autonomi, persone fisiche ed enti non commerciali.

Le attività di controllo fiscale interessano tutte le categorie di soggetti indicati e mirano alla riduzione dei rischi di evasione ed elusione attraverso strategie differenziate a seconda delle categorie stesse interessate. I provvedimenti messi in campo dal fisco sono caratterizzati da un profilo di trasversalità. Pensiamo alle attività di interpretazione delle norme tributarie con la pubblicazione di circolari, risoluzioni e risposte ad interpelli, le attività di contrasto alle condotte illecite, quelle miranti alla diminuzione delle conflittualità nei rapporti con i contribuenti. Ed ancora, quelle finalizzate alla riduzione del rischio di evasione da riscossione e le attività per le procedure di gestione delle crisi d’impresa.

La terza ed ultima sezione è dedicata ai servizi ai contribuenti come quelli di assistenza e informazione all’utenza, la trattazione delle istanze in autotutela sui contributi a fondo perduto, l’erogazione dei rimborsi fiscali, la registrazione di atti e successioni, il nuovo servizio web ‘Consegna documenti’, le comunicazioni a seguito di controlli automatizzati o formali, la ripresa delle attività di notifica.

PREVENZIONE, CONTRASTO E CONTENZIOSO TRIBUTARIO
Grandi Contribuenti

Alla luce dello stato di emergenza legato alla pandemia, per l’anno 2021 l’attività di intervento dell’Agenzia delle Entrate si concentrerà nei confronti dei grandi contribuenti. Le strutture delle Direzioni regionali dovranno concentrare le proprie risorse sui soggetti che presentano un maggior rischio fiscale.

L’attività di ‘tutoraggio’ del fisco sarà realizzata sulla base delle dichiarazioni presentate per il periodo d’imposta 2019 e per quelle residuali relative all’anno precedente.
Il giudizio sulla maggiore o minore rischiosità dei soggetti terrà conto degli indicatori di rischio che emergono dall’analisi degli elementi informativi disponibili. Il tutoraggio potrà essere svolto mediante un sintetico aggiornamento della scheda di rischio. In sede di determinazione del livello di rischio si dovrà tener conto dei comportamenti che attestino la propensione del contribuente alla realizzazione di un rapporto collaborativo con il fisco, fondato sulla trasparenza e sulla reciproca fiducia. Nella scheda di rischio sarà rilevata anche l’eventuale presentazione di istanze di interpello. Inoltre le attività delle Direzioni regionali saranno supportate dall’analisi di rischio effettuata dall’Ufficio Analisi, Indagini e Controlli della Direzione Centrale Grandi Contribuenti, sulla base delle informazioni oggetto di scambio internazionale riguardanti i tax ruling reports, i Country by Country Reports e i meccanismi transfrontalieri.

L’attività delle Direzioni regionali farà leva anche sulle banche dati disponibili al fine di intercettare e contrastare i fenomeni di pianificazione fiscale aggressiva, nazionale e internazionale. Le Direzioni regionali dovranno inoltre potenziare il ricorso al coordinamento e l’interazione con le giurisdizioni fiscali estere, attivando adeguate forme di cooperazione amministrativa assicurate dal Settore Internazionale che figura nell’organico della Direzione Centrale Grandi Contribuenti.

Nelle attività accertative si darà priorità a posizioni riguardanti fattispecie e comportamenti che, stante la crisi economica causata dalla pandemia, risultano di particolare disvalore. Si concentrerà l’attenzione sui fenomeni di evasione ed elusione fiscali quali le frodi, l’abuso del diritto, le false compensazioni, l’indebita fruizione di contributi a fondo perduto.
Nel corso del 2021 la Direzione Centrale Grandi Contribuenti intensificherà l’attività di controllo della corretta applicazione della disciplina sul sistema di scambio automatico finanziario internazionale, con particolare riguardo agli obblighi di adeguata verifica e comunicazione alle Entrate delle informazioni relative ai conti finanziari da parte delle istituzioni finanziarie tenute alla comunicazione.

Imprese di Medie e piccole dimensioni

Per agevolare la graduale ripresa delle attività economiche l’Agenzia delle Entrate punta sulla compliance fiscale, ossia sul supporto ai contribuenti nel corretto adempimento dei propri obblighi fiscali. L’adempimento spontaneo consente di regolarizzare le singole posizioni.

L’invio delle comunicazioni è previsto a coloro che in base ai dati delle fatture elettroniche, dell’esterometro e dei corrispettivi telematici, non risultino aver ancora presentato la dichiarazione ovvero l’aver fatto con dati incompleti. Analogamente è previsto per le liquidazioni periodiche Iva dei primi due trimestri 2021. Anche in questo caso la finalità è quella di consentire la regolarizzazione dell’adempimento.

Per tutte le attività di promozione della compliance, innescate in base a liste selettive centrali, il coinvolgimento delle strutture competenti riguarderà l’attività di assistenza ai contribuenti, che richiedano chiarimenti in merito alle comunicazioni ricevute. Per quanto riguarda le attività afferenti alla gestione degli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa), nel 2021, si prevede una campagna informativa finalizzata a portare a conoscenza dei contribuenti l’eventuale presenza di errori riscontrati nei modelli dichiarativi relativi ai periodi d’imposta 2018 e 2019. Le relative comunicazioni saranno rese disponibili tramite cassetto fiscale, nella seconda metà del 2021.

Nell’orientare le attività di analisi del rischio e di selezione dei soggetti da sottoporre a controllo, si dovrà tenere conto dell’impatto della pandemia sulle piccole e medie imprese e sulla crisi di liquidità che le misure di contrasto al contagio hanno determinato per alcune attività economiche. A breve le Direzioni regionali pubblicheranno un’analisi che evidenzia l’impatto della pandemia sui diversi settori economici.

I dati delle fatture elettroniche e dei corrispettivi telematici sono di fondamentale importanza per le attività di controllo, in quanto consentono, oltre all’attività di promozione della compliance e il controllo preventivo delle frodi, l’immediato confronto con i dati dichiarativi di un soggetto, non appena resi disponibili, dal quale emergono le situazioni di anomalia che dovranno formare oggetto di controlli più approfonditi.

L’attività di analisi del rischio e di selezione dei soggetti, ritenuti a maggiore pericolosità fiscale, dovrà essere realizzata valorizzando l’uso delle banche dati e degli applicativi informatici a disposizione degli Uffici, così da individuare efficacemente i soggetti da sottoporre a controllo. L’attività dovrà essere prioritariamente indirizzata verso coloro che indebitamente hanno fruito dei regimi agevolativi disposti al fine di fronteggiare la crisi economica innescata dal Covid-19. Pensiamo ai contributi a fondo perduto previsti dai decreti Rilancio, Agosto, Ristori, Ristori-bis, Ristori-ter, Ristori-quater, Sostegni.

Le istanze presentate telematicamente per il riconoscimento del contributo sono state sottoposte, in fase di accoglienza, a un primo controllo sulla base dei dati a disposizione, mentre la verifica delle ulteriori condizioni può essere effettuata solo con l’utilizzo dei dati dichiarativi pervenuti successivamente alla fase di erogazione.

I criteri di rischio attengono, a titolo esemplificativo, alla verifica della condizione di accesso dei ricavi (ove prevista), della corretta indicazione della percentuale di contributo spettante in funzione della dimensione del richiedente, della congruità dell’ammontare delle operazioni effettuate nel 2019 e del 2020, della ricorrenza dei firmatari, e della presenza di eventuali indici di frode fiscale sugli stessi.
Nel 2021 l’attività di controllo sarà indirizzata al contrasto di quei comportamenti che, anche alla luce della grave crisi economica in cui versano le attività produttive, risultano connotati da un alto disvalore sociale a danno della collettività. L’attività degli Uffici si concentrerà, oltre che sul recupero dei contributi a fondo perduto indebitamente fruiti, sui soggetti che hanno indebitamente utilizzato i crediti d’imposta in compensazione e sui destinatari di benefici e incentivi fiscali. Particolare attenzione sarà prestata al controllo del credito d’imposta per ricerca e sviluppo.

Persone Fisiche, Lavoratori Autonomi ed enti non commerciali

Nel corso del 2021 è prevista la ripresa, graduale, dell’invio di comunicazioni di compliance al fine di segnalare al contribuente l’assolvimento degli obblighi tributari e favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili, attraverso l’istituto del ravvedimento operoso, con una rilevante riduzione delle sanzioni applicabili. Le comunicazioni riguarderanno i contribuenti-persone fisiche per i quali, relativamente alle dichiarazioni dei redditi presentate per l’anno d’imposta 2017, sia stata riscontrata, sulla base dei dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate, un’anomalia riguardante una o più categorie reddituali.

Le comunicazioni sono inviate agli indirizzi Pec o agli indirizzi di posta ordinaria. Dette comunicazioni saranno consultabili nel cassetto fiscale del contribuente.

Nel corso del 2021, saranno elaborate ulteriori comunicazioni con l’intento di ricordare ai contribuenti l’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi in relazione all’anno di imposta 2020. Tali comunicazioni saranno inviate, presumibilmente nel mese di gennaio 2022, alle persone fisiche che, sulla base dei dati in possesso dell’Agenzia, risultino aver percepito redditi di lavoro dipendente e assimilati, di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi.
I contribuenti saranno invitati alla presentazione della dichiarazione entro i 90 giorni successivi al termine previsto dalla norma, usufruendo della riduzione di sanzioni sia per la presentazione della dichiarazione, che per i relativi versamenti delle imposte dovute.

In considerazione delle difficoltà dovute al Covid-19, i contribuenti saranno invitati ad utilizzare il canale CIVIS o gli altri strumenti telematici disponibili (e-mail, Pec) per l’invio della documentazione in loro possesso e, solo come modalità residuale, alla consegna diretta dei documenti in ufficio.

L’attività di analisi e selezione sarà realizzata attraverso l’utilizzo delle banche dati e degli applicativi informatici. Tale attività è finalizzata ad individuare le posizioni da sottoporre a controllo. Gli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2020-2022 danno impulso alle attività di promozione dell’adempimento spontaneo e di controllo sulle persone fisiche, in presenza di elementi informativi su redditi di fonte estera, pervenuti attraverso scambi automatici o scambi spontanei provenienti da Paesi Ue e/o Ocse.
Particolare attenzione dovrà essere riservata alle analisi sui movimenti di capitale da e verso l’estero per importi rilevanti al fine di intercettare comportamenti fiscali illeciti e fenomeni di indebita detenzione di disponibilità all’estero, anche in violazione delle norme sul monitoraggio fiscale delle attività estere. Nello specifico, formeranno oggetto di controllo le posizioni che, a seguito di analisi del rischio ed elaborazioni effettuate centralmente a partire dai dati pervenuti nell’ambito dello scambio automatico tra Paesi Ue ed extra Ue, non hanno formato oggetto di comunicazione per l’invito alla compliance.

Contrasto illeciti

L’attività di contrasto agli illeciti fiscali si muove su due principali macro-aree: il contrasto alle frodi fiscali e il contrasto agli illeciti fiscali internazionali. Saranno intercettate le fattispecie più ricorrenti delle condotte fraudolente ed eseguiti controlli sugli illeciti di maggiore rilevanza. Particolare attenzione viene riservata alle frodi in materia di Iva, alle indebite compensazioni di crediti tributari inesistenti come pure alle compensazioni attraverso l’utilizzo di falsa o artificiosa documentazione. L’attività di controllo sarà concentrata in primis sui crediti per attività di ricerca e sviluppo. L’Agenzia delle Entrate si attiverà anche al fine di contrastare le frodi fiscali connesse al fenomeno delle vendite, senza addebito dell’Iva, a falsi esportatori abituali, attuate mediante il rilascio ai propri fornitori di lettere d’intento ideologicamente false.

L’Agenzia prosegue e rafforza la propria attività di presidio finalizzata al contrasto agli illeciti fiscali internazionali. Nel mirino finiscono le violazioni di maggiore rilevanza alla normativa del ‘monitoraggio fiscale’, sia nei confronti degli intermediari tenuti alla trasmissione delle comunicazioni previste, sia nei confronti dei contribuenti assoggettati all’obbligo dichiarativo. L’attività di controllo inerente al monitoraggio fiscale serve per individuare le posizioni che hanno omesso totalmente o parzialmente gli adempimenti dichiarativi in merito alle attività estere di natura finanziaria e ad approfondire l’origine delle provviste oggetto di trasferimento e/o detenzione all’estero, così da far emergere situazioni di illecita provenienza e/o indebita sottrazione al prelievo fiscale domestico.

La fittizia allocazione all’estero della residenza fiscale continua ad essere oggetto di specifica analisi investigativa sfruttando le informazioni disponibili nelle banche dati in uso e i dati di fonte estera derivanti in particolare dallo scambio automatico. Sfruttando le informazioni acquisite con la cooperazione amministrativa e lo scambio di informazioni su richiesta, vengono approfondite situazioni di fittizia interposizione nella titolarità di beni e di redditi, allo scopo di intercettare le forme più complesse e articolate di evasione fiscale internazionale.

Attività Internazionali

Nel contrasto all’evasione e all’elusione internazionale si punta sul potenziamento degli strumenti di scambio automatico di informazioni e sui flussi informativi relativi alle attività internazionali tra le strutture centrali e territoriali dell’Agenzia delle Entrate. L’Amministrazione finanziaria, inoltre, è impegnata nella valorizzazione delle attività di cooperazione internazionale relative alla mutua assistenza alla riscossione.

Nell’ottica di un potenziamento degli strumenti di riscossione internazionale, nel 2021, sarà rafforzato l’applicativo informatico che ha lo scopo di promuovere il ricorso alla cooperazione in materia di riscossione, come ulteriore mezzo di tutela del credito erariale, consentendo la selezione, in autonomia, dei crediti dell’Erario, per i quali vi siano i presupposti per l’attivazione della cooperazione internazionale, come, ad esempio, la possibile esistenza di redditi e/o di elementi patrimoniali di fonte estera.

Prosegue, inoltre, l’opera di potenziamento delle attività connesse allo scambio di informazioni grazie agli accordi internazionali. Per una corretta gestione dell’attività di scambio di informazioni su richiesta e spontaneo, sono in corso di aggiornamento le istruzioni operative per le strutture territoriali per migliorare l’efficacia dello scambio.

Nel processo di tax compliance delle aziende che operano in ambito internazionale gli accordi preventivi assumono grande rilevanza. Per il riscontro dell’esistenza di procedure di accordo preventivo in corso concluse si rammenta di utilizzare l’applicativo SERPICO. Nel 2021 proseguirà l’attività di controllo del rispetto degli accordi unilaterali o bilaterali stipulati e quello relativo al rispetto degli accordi per la determinazione del reddito agevolabile ai fini del c.d. patent box. Riguardo all’attività di controllo su fattispecie riconducibili al transfer pricing, la circolare rammenta che essa deve sempre essere caratterizzata da un elevato grado di approfondimento dei fatti e delle circostanze del caso.

Contenzioso

La particolare situazione economico-sociale conseguente all’emergenza epidemiologica impone all’Agenzia delle Entrate di perseguire, tra l’altro, la diminuzione della conflittualità con i contribuenti e la riduzione delle impugnazioni. A tal fine è necessaria una valutazione della sostenibilità della pretesa erariale sia nella fase precontenziosa che nella successiva fase contenziosa. Le attività devono mirare ad ampliare la tax compliance.

A causa della pandemia il 2021 rappresenta un anno eccezionale. Anche in questo contesto, come negli anni precedenti, l’attività degli Uffici si caratterizza per la promozione di una serie di esigenze. Vediamole:

  • valutare la sostenibilità della pretesa, così da anticipare il presumibile esito dell’eventuale lite ed intercettare, prima o durante la fase contenziosa, gli atti difficilmente difendibili in giudizio;
  • favorire l’adesione agli strumenti deflattivi del contenzioso, assicurare la corretta e tempestiva gestione dei procedimenti di mediazione ed esperire il tentativo di conciliazione giudiziale con riferimento alle controversie per le quali se ne ravvisi la percorribilità; ciò assume ancora maggiore rilevanza nell’anno in corso, in cui riprenderà la notifica degli atti impositivi che, unitamente alla crisi economica, potrebbe avere ricadute importanti sul nuovo contenzioso in entrata;
  • svolgere tempestivamente tutti gli adempimenti, previsti in capo alle strutture deputate alla trattazione dei procedimenti di mediazione e dei giudizi tributari, imposti dalla legge;
  • assicurare la corretta ed efficace definizione delle strategie di difesa, con conseguente incremento delle probabilità di vittoria dell’Agenzia.

Per favorire il corretto svolgimento delle attività, anche attraverso una sempre maggiore semplificazione e digitalizzazione degli adempimenti, deve essere assicurato il corretto utilizzo dei servizi telematici del contenzioso tributario e deve essere garantita la partecipazione delle udienze da remoto.
Occorre, inoltre, potenziare le iniziative di confronto e collaborazione con il contribuente e i suoi difensori, da effettuare anche a distanza attraverso l’utilizzo degli strumenti tecnici ed informatici a disposizione.

Prosegue, poi, la cooperazione con gli Agenti della riscossione, nella gestione delle impugnazioni di atti della riscossione, avviata nel 2015, che, mediante la difesa coordinata e l’uniformità dei comportamenti nella gestione del procedimento di mediazione e del processo tributario, assicura il miglioramento dell’esito di tali controversie e, quindi, l’incremento della riscossione coattiva.

CONSULENZA

Anche per l’anno 2021 l’Agenzia delle Entrate assicura l’attività di interpretazione delle norme tributarie mediante l’emanazione di circolari e risoluzioni e la pubblicazione delle risposte alle istanze di interpello e di consulenza giuridica esterna.

L’Agenzia delle Entrate assicura che saranno trattate in via prioritaria le disposizioni sui contributi a fondo perduto e sui crediti d’imposta introdotti per contrastare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 che hanno un impatto immediato sui contribuenti. Le risposte in tempi rapidi riducono la conflittualità e rafforzano il rapporto di fiducia con il fisco.

Il documento di prassi amministrativa fornisce alcuni chiarimenti sugli elementi che consentono alle istanze presentate di essere qualificabili come interpelli, cui l’Agenzia è tenuta a rispondere. Oggetto dell’istanza di interpello deve riguardare l’interpretazione di una norma di natura tributaria, qualora sussistano obiettive condizioni di incertezza in merito all’applicazione della stessa ad un caso concreto e personale. Per tale motivo sono escluse le istanze con cui il contribuente si limita a richiedere esclusivamente un accertamento tecnico o le istanze che necessitano di attività istituzionali di competenza di altre amministrazioni, enti o soggetti diversi dall’Agenzia delle Entrate. Ugualmente escluse sono le istanze presentate dai professionisti che formulano quesiti di carattere generale, senza fare riferimento ad un caso concreto e personale, omettendo, nel contempo, di fornire i dati identificativi del contribuente interessato e nei cui riguardi dovrebbero prodursi gli effetti della risposta.

Al fine di evitare la ricezione di istanze inammissibili la circolare ricorda i contenuti necessari come i dati identificativi del contribuente, la descrizione del caso concreto, l’indicazione della procedura di interpello che si intende attivare (ordinario, probatorio, antiabuso e disapplicativo), le specifiche disposizioni di cui si richiede l’interpretazione, l’applicazione o la disapplicazione, la soluzione proposta, l’indicazione del domicilio e dei recapiti, anche telematici, dell’istante , la sottoscrizione del contribuente o del suo legale rappresentante.

Le istanze di interpello vanno presentate alla struttura dell’Agenzia competente e, in ogni caso, iniziano a decorrere dal momento in cui vengono ricevute dalla struttura competente. A tal fine è bene precisare che quelle riguardanti i tributi erariali sono presentate alla Direzione regionale competente in base al domicilio fiscale del soggetto istante. Quelle concernenti l’imposta ipotecaria dovuta in relazione agli atti diversi da quelli di natura traslativa, le tasse ipotecarie e i tributi speciali catastali sono presentate alla Direzione regionale nel cui ambito opera l’Ufficio competente ad applicare la norma tributaria oggetto di interpello.

L’istanza può essere presentata mediante consegna a mano, plico raccomandato con ricevuta di ritorno o tramite Pec. A queste modalità si aggiunge la posta elettronica libera (PEL), esclusivamente per i soggetti non residenti che non si avvalgono di un domiciliatario nel territorio dello Stato.

Al fine di assicurare tempi rapidi di risposta, le Direzioni regionali garantiscono puntuali azioni finalizzate alla contrazione dei tempi, anche per facilitare il corretto e tempestivo adempimento degli obblighi tributari da parte dei contribuenti.

In merito agli interpelli per nuovi investimenti, finalizzati a favorire una maggiore competitività delle imprese italiane la circolare ricorda che l’Agenzia delle Entrate ‘può verificare l’assenza di mutamenti nelle circostanze di fatto o di diritto rilevanti ai fini del rilascio della risposta e la corretta applicazione delle indicazioni date nella stessa’ . Detta attività è di esclusiva competenza dell’Agenzia delle Entrate e, in particolare della Direzione provinciale o della Direzione regionale competenti in base al domicilio fiscale del soggetto istante.

Allo scopo di agevolare il corretto adempimento degli obblighi tributari e di rafforzare il rapporto di fiducia con il fisco, il regime di Adempimento collaborativo con i contribuenti dotati di un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale ha l’obiettivo di elevare gli standard di certezza fiscale, anticipando la fase di controllo sostanziale e garantendo una comune valutazione delle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali, in anticipo rispetto alla presentazione della dichiarazione. Alla Direzione Centrale Grandi Contribuenti spetta la competenza per le attività relative al regime di Adempimento collaborativo.

SERVIZI AI CONTRIBUENTI

In considerazione della crisi economica scatenata dalla pandemia in corso, le attività dell’Agenzia delle Entrate sono concentrate nell’erogazione dei rimborsi fiscali a cittadini e imprese, nella gestione dei contributi a fondo perduto, comprese le autotutele, e nell’assistenza degli utenti anche attraverso le nuove modalità di interlocuzione ‘a distanza’. L’Amministrazione potenzierà i servizi di assistenza garantendo un’ampia disponibilità di appuntamenti, sia telefonici che in presenza.

Trovano conferma i servizi ‘agili’ con i quali i cittadini possono richiedere, via mail o Pec, certificati, l’attribuzione del codice fiscale, la dichiarazione di successione, la registrazione di atti privati e i rimborsi fiscali. Con il canale telematico di assistenza fiscale CIVIS è possibile dialogare con l’Agenzia delle Entrate su comunicazioni di irregolarità o cartelle di pagamento emesse a seguito di comunicazioni di irregolarità e degli avvisi telematici. Per quanto concerne i servizi telematici, nel corso dell’anno, andrà a regime il servizio web ‘Consegna documenti’ con il quale gli utenti abilitati possono consegnare, in modalità telematica, istanze e documenti, sia a seguito di una specifica richiesta delle Entrate che di iniziative personali del contribuente ed ottenerne la ricevuta di protocollocazione.

Anche il nuovo modello di accoglienza dell’utenza presso gli Uffici su prenotazione verrà mantenuto nel periodo post-emergenziale, relegando la presenza fisica allo sportello solo ai casi urgenti non procrastinabili. In questo caso sarà assicurata l’ordinata gestione dei flussi di utenti ed evitato il rischio assembramento. Gli appuntamenti ad orari concordati, comunque, permetteranno all’utenza di interfacciarsi con gli Uffici senza la necessità di fare code. In fase di sperimentazione è la ‘Pre-chiamata’: alcuni giorni prima dell’appuntamento gli Uffici contattano il contribuente per confermarlo e risolvere, laddove possibile, la questione direttamente per via telefonica.

Come richiesto dalla Direzione centrale, gli Uffici sono chiamati a profondere massimo impegno nella tempestiva lavorazione delle istanze di autotutela relative alla erogazione dei contributi a fondo perduto, al fine di supportare gli operatori economici provati dalle misure restrittive decise per contrastare la pandemia. Tali istanze sono volte alla revisione dell’esito di rigetto o dell’entità del contributo erogato. Privilegiate le forme di ‘colloquio a distanza’. Particolare attenzione viene data anche all’erogazione di rimborsi fiscali al fine di restituire liquidità in questo periodo di emergenza.

Anche per la registrazione degli atti in Ufficio e la presentazione delle dichiarazioni di successione si confermano le modalità ‘agili’.
La ripresa degli invii delle comunicazioni conseguenti al controllo automatizzato e formale delle dichiarazioni avverrà in modo graduale e terrà conto di quanto stabilito dal decreto legge Sostegni che ha previsto una forma di definizione agevolata per i titolari di partita Iva che al 23 marzo scorso hanno registrato una riduzione del volume d’affari nel 2020 rispetto al 2019, maggiore del 30%, rilevabile dalle dichiarazioni Iva presentate entro il 30 aprile 2021 o, in caso di esonero dall’obbligo di presentazione della dichiarazione Iva, dalla dichiarazione dei redditi presentata entro il 30 novembre 2021.

La ripresa degli invii in queste prime settimane riguarderà comunicazioni destinate a contribuenti non titolari di partita Iva (alla data del 23 marzo 2021), comunicazioni conseguenti alla liquidazione delle imposte sui redditi soggetti a tassazione separata e comunicazioni derivanti dal controllo delle dichiarazioni non afferenti agli anni d’imposta interessati dalla definizione agevolata.
Nei casi di indifferibilità e urgenza gli Uffici potranno comunque inviare da subito le comunicazioni di irregolarità nei confronti di soggetti titolari di partita Iva, avendo cura di verificare, preventivamente, se il contribuente ha i requisiti per accedere alla definizione agevolata.


(Vedi circolare n. 4 del 2021)

Istituzione del codice tributo per il versamento delle somme per l’incameramento del deposito cauzionale a seguito di disdetta, revoca o rinuncia relative alla gestione delle rivendite di tabacchi
Vendredi, 21 Mai , 2021

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 32/E del 13 maggio 2021, ha istituito il codice tributo ‘5480’ denominato ‘Incameramento cauzionale rivendita tabacchi’.

Tale codice tributo, istituito su richiesta dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, consente il versamento, mediante il modello ‘F24 Accise’ delle somme per l’incameramento del deposito cauzionale a seguito di disdetta, revoca o rinuncia relative alla gestione delle rivendite di tabacchi.

In sede di compilazione del mod. ‘F24 Accise’ il suddetto codice tributo è esposto nella ‘Sezione Accise/Monopoli e altri versamenti non ammessi in compensazione’ in corrispondenza delle somme indicate nella colonna ‘importi a debito versati’.


(Vedi risoluzione n. 32 del 2021)

Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta in favore degli investitori, per il rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni
Vendredi, 21 Mai , 2021

Il decreto legge Rilancio ha disposto il riconoscimento di un credito d’imposta a vantaggio dei soggetti che effettuano conferimenti in denaro in una o più società.

Tale credito d’imposta, pari al 20% dell’ammontare del conferimento, è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di effettuazione dell’investimento e in quelle successive fin quando non se ne conclude l’utilizzo nonché, a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di effettuazione dell’investimento, anche in compensazione.

Proprio ai fini dell’utilizzo in compensazione il modello F24 va presentato esclusivamente in modalità telematica, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.

Per consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta in parola l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 33/E del 13 maggio 2021, ha istituito il codice tributo ‘6942’ denominato ‘Credito d’imposta per il rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni - investitori - art. 26, comma 4, DL n. 34/2020’.


(Vedi risoluzione n. 33 del 2021)

| copyright STUDIO CASSANO ® Dott. Maurizio Cassano Commercialista - Site Officiel | TVA: 08603290159| site par metaping | admin |